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Matteo Renzi, docente di primarie

Matteo Renzi,  sindaco di Firenze,  iscritto al Pd , partito che vuole rottamare, come sente parlare di elezioni entra in fibrillazione.

O meglio come sente Bersani parlare di elezioni lui subito invoca le primarie. E’ una specie di riflesso incondizionato.Aveva affermato  Bersani che  la guida del governo, quando ci saranno le elezioni, nel 2013 aveva precisato, tocca a noi. A noi, non a me aveva detto. Ma lui mangia la foglia. Si presenta  stile Crozza: “ Sono Matteo Renzi, sindaco di Firenze “ e snocciola  che Bersani si autocandida ,non sia mai, primarie subito, senza perdere tempo  

. Gli viene chiesto: ma lei si candiderà contro Bersani? Lui mangia  ancora la foglia. Se rispondesse di sì gli direbbero che ambisce a diventare lui il candidato No,  lo fa per una questione di democrazia.  Ma  lo statuto del Pd votato dal Congresso dice che il segretario del Partito  è il candidato del Pd.. Ma Bersani ha già detto che se il partito lo riterrà lui non si sottrae. Allora immaginiamo un possibile percorso ed i tempi.  Intanto  tutti, anche Bersani, sono impegnati a rispettarlo. Perciò delle due l’una: o un organismo di partito decide che il segretario può, sua sponte, chiedere che lo statuto non sia applicato oppure ci vuole un organismo che cambi lo statuto. Nel primo caso qualsiasi iscritto al Pd può fare ricorso denunciando addirittura Bersani per non aver rispettato lo statuto.  Per risolvere il problema, convocazione di organismi di partito, quesito, controversia, convocazione di un giurì, ricorso magari ad un tribunale ci vogliono perlomeno due o tre  mesi.  Dando tempo a Bersani di candidarsi, si arriva alla fine di  settembre, agosto si va in ferie. Seconda ipotesi, la eliminazione della norma dallo statuto.

 

Ci vuole qualcuno che lo chieda, mettiamo lo stesso Matteo.  A chi? Non si sa bene,. Bisogna individuare l’organismo adatto. Si apre nel partito una discussione che impegna diversi organismi .Alla fine se ne trova uno che  ammetta la richiesta e decida di convocare un altro organismo cui sottoporre la richiesta… Non è che uno si alza la mattina, per esempio Rosy Bindi e convoca. Ci vogliono i tempi necessari. C’è da decidere anche se votano solo gli iscritti al Pds oppure è scheda libera, vota chi vuole. Matteo, di sicuro, in nome della democrazia, magari porta a votare anche Berlusconi  e Mmarchionne, chissà mai. E si va ugualmente verso la fine di settembre. Viene cambiato lo statuto e si apre un periodo di tempo per presentare le candidature . Circa un mese per raccogliere le firme, poi la campagna elettorale, altri due mesi. Si arriva a dopo le feste, natale, capodanno, befana. Si vota, magari qualche buontempone fa scherzi da prete, nelle urne compare ciò che non deve, si ripete la votazione. Finalmente si decide chi è il candidato del Pd.  Ci si mette in movimento per organizzare la campagna elettorale, ma cxi si accorge che le elezioni si sono già svolte . Non ci si perde d’animo, magari si organizzano le primare di coalizione. Vuol dire che il Pd, il centrosinistra perde un giro, Niente male quando ci sarà la nuova tornata elettorale saranno già pronti a scendere in campo  con piena soddisfazione di Matteo Renzi, forse non più sindaco di Firenze, ma  sempre docente di primarie.

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