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Travaglio ama Frau Angela. Evasori? No, tutti poveracci

ROMA – Orami non aveva più argomenti. Travaglio aveva snocciolato le sue filippiche contro i partiti, tutti uguali, tutti formati da incapaci, inetti, buoni a nulla.

Neppure uno degli attuali dirigenti, maggioranza, opposizione,  dal primo all’ultimo, si possono salvare, forze politiche, sindacati non se ne parli. Questo il “Travaglio crescendo”, incontenibile, tanto che anche Santoro lo guarda  un po’ di traverso. E’ vero che se la prende con tutti ma, anche un bambino si accorgerebbe che il suo bersaglio è Bersani, il Pd, Vendola non se la cava, benché non li nomini mai. Verrebbe da chiedergli, fossimo il conduttore del talk show diventata sempre più di pancia, ma se sono tutti da buttare, se questo è quello che passa il convento, come sarà possibile mettere insieme un governo, sindaci, a compagnia cantando?

E’ vero che ormai lui, laico, è un adoratore del diogrillo,  ma  con il comico genovese, caso mai diventasse presidente del Consiglio, ci vorrà pure qualcuno che lo accompagni. O farà tutto lui da solo? Governo e opposizione insieme.  Dopo non aver salvato nessuno Travaglio si è guardato attorno. Gli ha dato il là Gad Lerner e un giornalista del Sole 24 0re. Si sono limitati a far presente quali e quante  responsabilità abbia Frau Anghela Merkel con la sua politica di rigore che manda a fondo l’Europa.

Il nostro Travaglio è scattato come morso dalla tarantola ed ha ritrovato la strada per una delle sue filippiche. Le responsabilità, dice Marco, non sono di Angela, viene attaccata da chi è il vero responsabile. In Italia c’è una campagna contro di lei da sinistra si intende. Ma nessuno dice quanto stanno beni gli operai, i pensionati in Germania, quanti soldi portano a casa, come sono tutelati i loro diritti. E giù elogi per frau Anghela. Travaglio, che sa leggere, potrebbe riguardare come hanno votato i lavoratori del Nordrenania-Wetsfalia  che non pare amino troppo la Angela. E quando un giornalista gli fa notare che il governo tedesco  impone agli  stati europei  di rientrare dai debiti  ma la Germania ha un debito più grande dell’Italia scuote la testa. Poi se la prende con i giovani, i pensionati, i fannulloni tanto da sembrare Brunetta. Evidentemente gli spiriti di destra, nelle persone, non muoiono mai.

I talk show, urla, rabbia e  coglionate

Ma ormai i talk show sono diventati luoghi dove non si discute, non ci si confronta, si urla, ci si arrabbia, non si capisce più niente, la Santanché, come urlatrice spopola, fa incazzare Cacciari che abbandona la trasmissione, si dicono le più grosse coglionate e passano come acqua fresca. Scorrendo  la serie settimanale,  si fanno per esempio clamorose scoperte: in Italia non esiste l’evasione fiscale. Come è noto siamo il paese  al mondo con un tasso di evasione più alto, Berlusconi insegnava che non bisognava pagare le tasse. In ogni programma televisivo viene presa di mira Equitalia che ha il compito istituzionale di riscuotere i tributi in base a leggi dello Stato. Non ha potere decisionale. Ma questo nei talk show non fa notizia. Non è una azienda privata, ma pubblica. Il suo capitale sociale è per il  51% di  Agenzia delle entrate e per il 49% dell’Inps. Ma anche questo non fa notizia altrimenti non si potrebbe dire che si tratta di privati, senza che alcun conduttore dei programmi tv  corregga la bestialità. Certo  ci possono essere problemi da affrontare, servizi al cittadino carenti, interessi sul debito troppo alti. C’è un governo, un Parlamento, affrontino questi problemi, senza scaricarli sui lavoratori che sono proprio incazzati di essere definiti “succhiatori di sangue”. Per esempio perché non ci si domanda come mai questa campagna contro i lavoratori di Equitalia, fino ad episodi di violenza certo non “spontanea”, dovuta a una rabbia improvvisa –  di questo si tratta –  sia partita proprio mentre si faceva più intensa la lotta all’evasione, al  “nero” che consente il lusso? Una coincidenza. Neppure un minchione potrebbe crederci.

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