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Il “caso “ Fiom. La “disinformatia” va di moda

ROMA – Una volta, quando esisteva l’Unione sovietica, era un gioco da ragazzi parlare di “ disinformatia”.La Pravda era l’esempio vivente.  Le notizie non gradite al Cremlino non  circolavano proprio.

In Italia , da sempre, circola una particolare forma di  “disinformatia”  che trasforma i fatti, le notizie, le addomestica  per dimostrare una tesi precostituita. Si cimentano in questa vera e propria arte della manipolazione, editorialisti, commentatori di razza, o presunti tali. L’ultimo caso riguarda il confronto promosso dalla Fiom con le forze politiche della sinistra. Apriti cielo, chiuditi terra.  I giornalisti più acculturati, quelli dei retroscena,   scattano all’unisono:la Fiom Cgil sta preparando una lista per le prossime elezioni politiche. La  cosa prende di sprovvista i dirigenti del più grande sindacato dei metalmeccanici. Come si dice, rimangono basiti, più che meravigliati. Ma chi l’ ha mai detto? Da dove esce questa notizia? Mistero. Un giornalista dovrebbe sapere che un sindacato non presenta liste alle elezioni politiche. Se lo fa non è più un sindacato. Si arriva così al confronto di sabato con i partiti. Scatta un altro “sospetto”.


Presa di mira la Fiom. Ora fa anche politica

 Il sindacato così fa politica. Oddio cosa succede, ruba spazio ai partiti, cosa mai avvenuta, che scavezzacolli questi Landini, Airaudo, cosa si sono messi in testa. Davvero incredibile l’ignoranza, la non conoscenza, in buona fede, forse no, di giornalisti che si meravigliano del fatto che il sindacato fa politica. La politica la fanno tutti, cittadini singoli, movimenti, associ azioni, forze sociali e naturalmente partiti. Non è un “privilegio” di pochi e quando lo diventa è un guai per la democrazia. Non fanno politica Cgil, Cisl,  Uil, le grandi centrali confederali quando proclamano scioperi, manifestazioni per contestare le politiche dei governi? E’ sempre stata una accusa rivolta in particolare  contro la Cgil.  Non erano politica gli scioperi generali contro il terrorismo, le grandi lotte dei braccianti meridionali, la lotta contro la mafia, tanto per citare alcune delle tappe più significative del movimento sindacale italiano. E quando a Reggio Calabria sfilarono decine di migliaia di lavoratori, metalmeccanici della Fiom in testa, caschi gialli degli operai dell’Omeca, contro il “ boia chi molla”. O la grande manifestazione dei tre milioni di lavoratori a difesa dello statuto dei lavoratori era una passeggiata di piacere per le vie di Roma.?  Del resto quante volte sia Camusso, che Bonanni,  e Angeletti, i leader di Cgil, Cisl, Uil  dai palchi delle manifestazioni hanno affermato che sì facevano politica nel senso originale della parola,  soggetti politici, non partiti, cn pari dignità.

Le incompatibilità fra incarichi politici e sindacali

 Ma la“ disinformatia” non molla la presa. Bisogna colpire quegli “estremisti” della Fiom Cgil, i massimalisti. Ecco allora che svanita la presentazione di una lista Fiom  si passa alla subordinata. La domanda sembra insidiosa: ma allora sosterrete quei partiti che nel confronto di sabato hanno detto che sono d’accordo completamente con il vostro programma? Landini e Airaudo, non sanno più a che santo votarsi. Spiegano pazientemente, ma non troppo, che la Fiom ha presentato le proprie proposte, ha inteso dare “a parola al lavoro”. Non entra nel merito di coalizione, alleanze, chiede che il lavoro torni ad essere centrale nella via politica, economica, sociale. Non mollerà la presa per questo obiettivo,cardine di una politica alternativa che restituisca dignità l lavoro, libertà , diritti, salari  adeguati ai giovani. Appunto la politica che fa il sindacato. La “disinformatia” non si dà per vinta. Ecco la domanda micidiale, la mossa che spariglia e la fa Lucia annunziata a Landini. Metterete dei vostri candidati nelle liste ? Il segretario generale della Fiom la guarda sbigottito. Se qualcuno si vuole candidare lo può certo fare, prima si dimette dal sindacato perché c’è l’incompatibilità. Insiste la  Annunziata: lei che farà? Il sindacalista, è la risposta. Domanda: possibile che una giornalista come Lucia ignorasse che in Italia c’è incompatibilità fra incarichi politici e incarichi sindacali.? Non lo crediamo. Allora perché tanta “ disinformatia”?.

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