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Usa. Romney. Obama vuole salvare il Pianeta io voi e le vostre famiglie

MIAMI  – Si è conclusa tra coriandoli e palloncini la vetrina elettorale repubblicana tenutasi a Tempa, nello stato della Florida minacciato da lontano dalla tempesta Isaac.

L’ex governatore del Massachusetts, il 65enne Mitt Romney, ha accettato ufficialmente la candidatura alla presidenza degli Stati Uniti, accompagnato in questa corsa dal suo vice, il giovane 46enne Paul Ryan e acclamato dai conservatori del paese. Il discorso finale con cui ha chiuso la convention è apparso a molti osservatori esterni generico e moralista, ma gli ha comunque valso l’approvazione da parte del suo pubblico.
Fin dall’inizio della sua campagna elettorale il candidato repubblicano è stato in svantaggio rispetto al suo rivale per l’assenza di carisma della sua persona nonché dalla sua lontananza rispetto all’americano medio: personaggio un po’ grigio, forse troppo serio Romney è sempre stato associato all’immagine di manager d’impresa miliardario, incapace di capire le esigenze della classe media, a differenza di Obama che, con il suo accattivante messaggio all’America “we can do it”, nelle passate elezioni riuscì a presentarsi come l’uomo del cambiamento. Proprio per migliorare la sua immagine agli occhi degli elettori nel corso della convention di Tampa il candidato ha dedicato molte energie nel far emergere la propria dimensione più intima e umana. L’informale discorso d’apertura è stato infatti affidato alla sua bionda e smagliante moglie Ann che ha descritto alla platea il loro amore, il loro primo appuntamento, e la famiglia perfetta, per poi invitare la nazione ad avere fiducia in lui per risollevare l’America.
Successivamente a parlare del candidato sul palco del Tampa Bay Time Forum è salito l’amato governatore del New Jersey Chris Christie, che ha sottolineato come a suo avviso sia “meglio essere rispettati che amati”. A “raccontare” ancora il candidato si sono poi succeduti gli esponenti della sua chiesa mormone, i partner della società da lui creata, la Bain Capital, gli sportivi che hanno partecipato ai giochi olimpici invernali del 2002 a Salt Lake da lui coordinati, ed infine come ospite a sorpresa, Clint Eastwood.

L’attore ha inscenato un siparietto comico contro un immaginario Barack Obama seduto sulla sedia di fianco a lui. Criticandolo aspramente, in particolare per il tasso di disoccupazione e per i 23 milioni di poveri, Eastwood gli ha dato del pazzo e lo ha infine invitato a farsi da parte “per lasciare il posto a Romney e Ryan”. Acclamato dal pubblico (nonché dal politologo Larry Sabato che lo ha definito: ”Il migliore speaker della Convention di Tampa a favore dell’aborto e delle nozze gay”), l’ex ispettore Callagan è stato invece aspramente criticato da molti membri del mondo hollywoodiano per questa sua presa di posizione politica.
Dopo il noto attore è finalmente salito sul palco il candidato numero 1 del congresso. Vestito dei colori del partito, cravatta rossa su completo blu scuro, Mitt Romney ha portato avanti per 37 minuti un discorso con il quale ha illustrato i principali nodi del suo programma elettorale e le differenze rispetto al suo rivale democratico. Le sue prospettive di cambiamento sull’America possono essere riassunte in 6 punti: innanzitutto la progressiva crescita dell’autonomia energetica del paese tramite l’utilizzo di risorse interne quali gas, petrolio, nucleare e fonti rinnovabili; lo sviluppo di un sistema scolastico strettamente connesso col mondo del lavoro; lo sviluppo di trattati economico-politici che  portino gli Stati Uniti in una posizione più vantaggiosa di quella attuale sullo scacchiere mondiale; la riduzione di deficit e debito che non contempli il taglio delle spese militari e infine la cancellazione della riforma sanitaria prodotta da Obama. Dallo sviluppo di questi punti Romney si è poi spinto a promettere la creazione negli Stati Uniti di 12 milioni di nuovi posti di lavoro in quattro anni.
Il candidato repubblicano ha poi illustrato le proprie posizioni di politica estera che contemplerebbero una linea più dura nei confronti della Russia, una guerra commerciale con la Cina, nonché la chiusura di ogni possibilità di dialogo con l’Iran. Infine l’ex governatore ha strizzato un occhio agli ultra conservatori assumendosi il ruolo di difensore della sacralità della vita umana, del matrimonio e della libertà religiosa, ossia promettendo leggi contro l’aborto e le unioni gay.

Non sono mancati gli attacchi diretti all’avversario democratico al cui confronto Romney si è presentato come un’alternativa forse più modesta ma concreta: “Il presidente Obama – ha dichiarato infatti  – ha promesso di rallentare la crescita degli oceani e di salvare il pianeta, la mia promessa è di aiutare voi e la vostra famiglia”.
All’acclamazione finale, e forse scontata, del suo pubblico si è unita tuttavia la contestazione da parte del movimento femminista CodePink che è riuscito ad entrare nella hall e ad interrompere per qualche momento il suo discorso, dopo averlo già fatto il giorno precedente con quello di Ryan. Gli attivisti distribuiti in platea hanno alzato degli striscioni rosa con su scritto “la democrazia non e’ un business” e “le persone prima del profitto”. Romney non si e’ tuttavia scomposto e ha mantenuto il sorriso mentre il pubblico repubblicano intonava lo slogan “Usa, Usa”.
Ma le critiche al discorso del repubblicano sono arrivate anche da fuori la convention: secondo David Axelrod, consigliere del presidente democratico, il discorso di Romney sarebbe stato solo una serie di commenti sarcastici ai danni di Obama e “frasi fatte che compiacciono soprattutto i conservatori”. Inoltre, in virtù della genericità dei punti del suo programma economico, Axelrod lo ha accusato di non aver di fatto proposto delle soluzioni pratiche, ma di essersi limitato a generiche promesse.
I sondaggi, molto altalenanti, sembrerebbero ancora dare in vantaggio Obama, anche se di poco, per quello che di fatto sembra al momento un pareggio. Il presidente democratico si prepara intanto alla convention del suo partito che si terrà dal 3 al 6 settembre e, secondo alcune anticipazioni, protagonisti saranno i diritti delle donne, degli omosessuali e delle minoranze etniche. Mitt Romney  ha invece cambiato il programma della sua campagna elettorale per andare in visita a New Orleans a vedere i danni prodotti dalla tempesta tropicale Isaac. Forse un altro tentativo di umanizzare la sua immagine.

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