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Renzi, “eroe” dei media con la camicia stirata di fresco

ROMA – Scorriamo quotidiani di tutte le razze, quelli  che ancora  stampano su carta e  punto.it. E’ un coro, un inno a Matteo Renzi,  che parla dal palco della festa del Pd a Reggio Emilia,l’eroe del giorno, il salvatore della patria o poco ci manca.

Pensate l’inviato di Repubblica, preso da amorosi sensi, ne descrive anche l’abbigliamento. Prima spiega che gli anziani che lo applaudono “vedono in Renzi la generazione ferma al palo  dei loro figli e nipoti,giovani in coda ma prigionieri dell’ascensore sociale bloccato, l’angoscia delle loro famiglie”. “ Non è un paradosso-scrive l’inviato- è un transfer psicologico”.  Dimentica che Matteo non è fermo al palo, non è un precario, un disoccupato. È il sindaco di una grande città come Firenze, nota in tutto il mondo. Ma tutto fra brodo, come si dice. Ed ecco l’abbigliamento. “ Lui, il Renzi ( ndr), del resto sembra fare di tutto per incarnare il modello del giovane di belle speranze,paziente e meritevole ma tenuto al margine.

 

Camicia bianca fresca di stiro,pantaloni blu a tubo, sneakers, ben rasato, il marito ideale per ogni figlia di mamma.” Quel “fresca di stiro” è una perla giornalistica meritevole del premio Pulitzer.  Sempre per rimanere a Repubblica, questa volta on line,il titolo è tutto un programma “ Valanga Renzi”. Il Fatto non vuole restare secondo a nessuno e titola: “ Renzi infiamma la festa dell’Unità”. La Stampa segue a ruota. Da  camicia fresca di stiro si passa alla seduzione: “ Renzi seduce anche i duri e puri del Pd”. Altri titoli: “ Renzi fa il pieno”, “Renzi il mattatore”. Si potrebbe continuare, passando per esempio anche alle pagine di cronaca dei giornali toscani, ma il tono è sempre questo.E finiamo qui. Anzi no, vogliamo ricordare che il Tempo annunciando l’evento aveva fatto lingua in bocca con Renzi, indicandolo come il candidato premier da preferire a Berlusconi. Noi, da vecchi giornalisti, però non ci siamo fermati ai  titoli. Ci siamo detti:  il sindaco di Firenze avrà detto cose di grande importanza per la vita del Paese, per affrontare i problemi dell’oggi e del futuro. Fra un giro in camper e una inaugurazione a Firenze avrà avuto modo di leggere le agenzie che diffondevano dati drammatici sulla situazione dell’Italia, sulla disoccupazione, la precarietà. Avrà pur detto qualcosa, avrà avanzato proposte. Niente di tutto questo. O lui non ne ha parlato o i colleghi erano distratti, non interessati. Faceva notizia “la camicia stirata di fresco”, qualche battuta contro i dirigenti del Pd, tutti da rottamare. Anche il fatto che erano arrivati due o tre pulman di “ toscanacci” a fare da claque, scrive Libero non ha inficiato l trionfo di Matteo. Su problemi politici una cosa l’ha detta. Quando gli è stato chiesto con chi farà le alleanze ha risposto: “Le alleanze si fanno con i cittadini”. Bravo, bene. Ma che  vuol dire ?  Che lui non ha bisogno di alleati, che fa saltare il banco e se candidato premier avrebbe la maggioranza alla Camera e al Senato? Insomma un uomo solo al comando ?  A noi gli uomini soli al comando non piacciono proprio. O meglio nel passato ne è piaciuto uno, Fausto Coppi, in una memorabile cronaca del Giro d’Italia.  Dimenticavamo. E’piaciuta molto ai colleghi una battuta del Renzi. “Se perdo- ha detto- ha detto non  voglio premi di consolazione. Torno a fare il sindaco”.  Appunto, il premio ce lo ha già. Non rimarrà disoccupato.

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