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Pittella: “La spaccatura del Pd, una sciagura. Ripartiamo dal socialismo europeo”

In un’intervista all’Unità Gianni Pittella, vicepresidente vicario del Parlamento Europeo, ha di fatto lanciato la sua candidatura alla guida del Pd, in vista del congresso che si dovrebbe tenere in autunno salvo anticipazioni.

Per il quotidiano on line Dazebao News,  Pittella ha scritto l’articolo che di seguito pubblichiamo.

 

ROMA – Dobbiamo fare delle scelte per esprimere al meglio la missione di rappresentare i bisogni della gente e avere una visione forte chiara della società e del mondo verso il quale vogliamo andare. Quello che propongo al Pd e’ un’idea di futuro del paese, per la quale battersi con coraggio e passione.  Solo un cambiamento radicale può salvare l’Italia dall’abisso in cui sta sprofondando. Un cambiamento innanzitutto culturale rappresentato da due elementi molto importanti: più Europa, ma soprattutto più Mezzogiorno.

Se non teniamo il partito unito su posizioni di saggezza e di equilibrio in cui si possano riconoscere la culture laico-socialista e cattolica finira’ con un pezzo del Pd che si arrocca su posizioni di sinistra e un altro che lavora a una strana alleanza con i moderati senza Berlusconi. Sarebbe la fine. Considererei una sciagura una scissione del Pd con una scheggia di sinistrismo che ingloba Vendola e una scheggia moderata che punta ad assorbire gli orfani di Berlusconi. Non abbiamo bisogno di commissari liquidatori, siamo una grande forza popolare di oltre 8 milioni di elettori. La mia ricetta e’ quella di un Partito democratico strettamente collegato con la famiglia dei socialisti europei, che abbia visione, coraggio, passione. Dobbiamo tornare tra la gente, bisogna finirla con la cooptazione e le leggi elettorali che tolgono ogni potere ai cittadini. Politica significa ‘’polis’’ torniamo da li’. Affrontiamo la drammatica situazione del Mezzogiorno e trasformiamola in un’opportunita’ di crescita per il paese. Dobbiamo dar risposte all’emergenza economica, alla disoccupazione dilagante, alla miseria che sta aggredendo vasti strati della popolazione e alla crisi politica, partendo dalla legge elettorale.  La priorita’ assoluta e’ cambiare la politica europea di austerity e sottrarre il potere politico alla finanza. Non possiamo stare senza un governo mentre la gente si suicida perche’ disperata, gli ospedali rischiano la chiusura perche’ non hanno i soldi per mantenere i servizi e gli insegnanti devono fare i sorteggi per gli stipendi. Senza parlare del rischio di dover affrontare crisi e conflitti mondiali senza un ministro degli Esteri. Per questo dobbiamo sperare che lo sforzo di Pierluigi Bersani per dare un governo al paese senza ricorrere al bacio della morte della destra berlusconiana vada in porto.

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