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Infancia Clandestina apre il 23° Festival del Cinema africano, d’Asia e d’America Latina

MILANO – Milano. Amore e rivoluzione, affetti, clandestinità e lotta per gli ideali politici, sono raccontati nel film, opera prima, Infancia Clandestina, del regista  argentino Benjamin Avila, attraverso gli occhi e il cuore di un ragazzino di 12 anni nell’Argentina del 79, in un momento di drammatica situazione politica e sociale, durante la dittatura di Jorge Rafael Videla.

Il film  autobiografico, molto intimo e personale, ha inaugurato, fuori concorso, sabato sera, al Centro Culturale San Fedele, la Casa dei Gesuiti milanesi, il 23° Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina (4- 10  Maggio). Infancia Clandestina  racconta la storia di una coppia, Christine e Horacio, che tornati da Cuba a Buenos Aires, con la famiglia, decide di combattere per la libertà del proprio paese, tra i militanti attivisti Montoneros, un movimento latinoamericano di lotta nazional-popolare, influenzato dalla figura antimperialista  di Evita Peron.” Si Evita viviera seria Montoneros” amavano infatti spesso ripetere i rivoluzionari. La  scelta di Christine e Oracio, di combattere contro le forze armate di  Videla, lo spietato dittatore  che mise in piedi il più spietato apparato di repressione mai visto nella storia e creato il fenomeno dei desparecidos, stravolgerà la loro vita e costringerà il figlio Juan e la sorellina a vivere un’infanzia clandestina e una doppia identità. Juan cambierà nome si chiamerà Ernesto, in onore di Che Guevara e vivrà con la madre, il padre e l’adorato zio Ben in un clima di violenza, non semplice, scandito da  frequenti cambiamenti di scuola di amicizie, ma anche avvolto dal calore familiare. La storia ci svela memorie intime, sentimenti delicati come l’innamoramento dell’adolescente Ernesto per una compagna di scuola Maria o le violente e accese liti familiari, Christina che insulta la madre, che vorrebbe che le venissero affidati i nipoti per sottrarli a una vita tumultuosa e agli inevitabili rischi ai quali vanno incontro i genitori. Nel film il regista ha preferito sostituire le scene di pestaggi violenti con animazioni disegnate. Infancia clandestina è un film intenso, lucido, che affronta temi complessi: l’impegno politico, le forti tensioni sociali, la lotta, come nel caso dello zio Ben, fino alla morte per il sogno di mondo migliore, il dilemma insolubile riguardo la possibilità di conciliare lotta armata e paternità/ maternità, ma ci racconta anche il menage quotidiano di una famiglia, che mostra ottimismo e allegria anche in momenti difficili. Il regista riesce a farci partecipi della sua dura esperienza personale, della sua infanzia nascosta, ci  trasmette nel film il suo punto di vista, il suo mondo interiore, le sue immagini mentali e ricordi che a tratti ci sembrano ferite aperte di un uomo che fa i conti con situazioni che non ha scelto e l’hanno costretto a diventare adulto presto, ma  con rapidità e immediatezza ci immerge  anche in momenti leggeri e divertenti. Il Film presentato l’anno scorso al 65 ° Festival del Cinema di Cannes, nella Quinzaine de realisateur, è stato accolto da una lunga standing ovation, dopo la proiezione in sala e ha vinto numerosi premi. Dopo la proiezione milanese, arriverà nelle sale italiane il 23 Maggio. Intanto Il Festival africano, d’Asia, e d’America latina, prosegue sugli schermi con un programma di 90 titoli, in prima italiana o europea, con due sezioni competitive Concorso finestre sul mondo aperto a lungometraggi di fiction e un altro ai documentari di Africa, Asia e America Latina e due concorsi riservati esclusivamente all’Africa: Miglior film Africano e per il miglior cortometraggio Africano.

Titolo Originale: Infancia Clandestina
Attori: César Troncoso, Ernesto Alterio, Natalia Oreiro
Genere: Drammatico
Origine: Argentina
Durata: 109 Minuti

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