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Venezia 70. Serata di preapertura con “Le mani sulla città”. Clip

VENEZIA – Nella sera di preapertura della Mostra di Venezia il 27 agosto, all’Arena di Campo S. Polo, sarà proiettato il capolavoro di Francesco Rosi Le mani sulla città (1963), film vincitore del Leone d’oro 50 anni fa, in un restauro digitale a cura della Cineteca Nazionale di Roma, effettuato per l’occasione e presentato in prima mondiale.

Le mani sulla città è un’opera fondamentale della storia del cinema italiano, un film-denuncia che racconta l’intreccio tra politica e poteri economici in una Napoli devastata dalla speculazione edilizia. Nel film, il crollo di un palazzo mette in luce gli intrallazzi dell’astuto imprenditore edile Edoardo Nottola (Rod Steiger in una interpretazione magistrale), che vuole piegare ai propri fini il piano regolatore della città. Nottola aspira a diventare assessore comunale, ma con il cedimento del condominio il suo prestigio è compromesso. Così abbandona il partito di destra per il quale voleva candidarsi, passa a quello di centro e viene eletto. Nonostante le proteste dell’opposizione, Nottola diventa assessore all’edilizia e apre indisturbato nuovi cantieri.

“Le mani sulla città” è un affresco di grande potenza visiva, con una memorabile fotografia in bianco e nero di Gianni Di Venanzo, le cui sfumature, grazie al restauro, saranno di nuovo apprezzabili sul grande schermo. La didascalia avverte: “I personaggi e i fatti sono immaginari, ma autentica è la realtà che li produce”. E con la sua tecnica semidocumentaristica, Francesco Rosi espone le vicende, mette a confronto idee e posizioni politiche, senza rinunciare al proprio giudizio.

 

Francesco Rosi, napoletano classe 1922,  si afferma come autore proprio alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1958 con La sfida, Premio Speciale della Giuria. In quel film, girato nel mercato ortofrutticolo di Napoli, come nel successivo I magliari (1959, premiato a San Sebastián), è già presente quel dato cronachistico che, filtrato dalla finzione drammatica, costituisce la peculiarità del suo cinema. In Salvatore Giuliano (1961), Orso d’argento a Berlino, l’uso di materiale di repertorio caratterizza un nuovo tipo di cinema politico, documentato e legato alla realtà più scomoda.    Basti  citare ancora Il caso Mattei (1972), Palma d’oro a Cannes, ricostruzione delle vicende del presidente dell’Eni (interpretato da Gian Maria Volonté, premiato a Cannes con una Menzione speciale), fino alla sua morte in circostanze mai chiarite.

 Nel 2012 la Mostra di Venezia ha attribuito a Francesco Rosi il Leone d’oro alla carriera.

 

Le mani sulla città – clip di Nicola Pisciotta

 

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