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Carlo Lizzani se ne va di sua sponte. Video

ROMA –  Alto, signorile e dimesso, Carlo Lizzani lo si poteva incontrare  negli ultimi anni alla mostra del cinema di Venezia, la sera nei ristoranti intorno al Palazzo del Cinema, insieme a colleghi molto più giovani,  per dare il suo contributo. Nella capitale lo si vedeva,  in occasione di eventi,  a supportare artisti in ascesa: ad esempio la voce di Roma, la cantante Elena Bonelli.

A Paolo D’Agostini, giornalista di Repubblica, aveva detto qualche tempo fa di aver vissuto al servizio del cinema, di essersene servito per conoscere il suo paese, il mondo, la storia, il Novecento. Carlo Lizzani ha percorso la settima arte da attore, sceneggiatore, regista, critico, storico. Da direttore, tra il 1979 e il 1982, di alcune delle più belle edizioni della Mostra di Venezia, dopo gli anni della contestazione. 

Lizzani era nato a Roma nel ’22. Nel 1951 ha debuttato al cinema con Achtung! Banditi,  episodio della resistenza ligure con cui ha inaugurato l’ esplorazione della nostra storia recente, continuata  sino a sessant’anni dopo con Hotel Meina,  sulla tragica strage degli ebrei in fuga, tratta dal libro di Marco Nozza. 

Uomo di impegno civile ha scelto di raccontare storie di contenuto: Cronache di poveri amanti (1954), Il gobbo (1960), L’oro di Roma (1961), Il processo di Verona (1963), La vita agra (1964), dal libro di Luciano Bianciardi, uno dei suoi film migliori. Poi ancora Mussolini ultimo atto (1974), Fontamara (1977), Un’isola (1986). Attento alla cronaca storica, Svegliati e uccidi sul “solista del mitra” Luciano Lutring (1966), Barbagia su Graziano Mesina (1969), San Babila ore 20 sul neosquadrismo sanbabilino (1976), Nucleo zero, sul terrorismo di sinistra, dal romanzo di Luce d’Eramo (1984). 

Appare ormai certo che Carlo Lizzani si sia suicidato oggi pomeriggio a Roma, lasciandosi cadere dal balcone di casa  nel quartiere Prati. Si dice abbia lasciato un biglietto di scuse ai figli.  Aveva 91 anni. Non che fosse molto malato, si occupava anzi della salute della moglie, più prostrata di lui. A dare l’allarme alla polizia, intorno alle 15, sono stati alcuni vicini che hanno visto il corpo nel cortile dell’edificio. Fine tragica, che ricorda  HYPERLINK “http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2010/11/29/news/monicelli-9662027/quella di Mario Monicelli.  Gli amici e i colleghi dicono, sorpresi e commossi, che nessuno se lo sarebbe aspettato, portava bene i suoi anni e sembrava avere gusto per la vita.

Carlo Lizzani – Cronache di poveri amanti



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