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Associazione Castello Manservisi. L’opera omnia di Piavoli, presente il regista

Franco Piavoli è autore de ‘Il pianeta azzurro’ per il quale  Tullio Kezich  invocò, ironicamente, una legge che obbligasse tutti a vederlo

CASTELLUCCIO DI PORRETTA  (BOLOGNA) –  Castelluccio di Porretta è un suggestivo borgo di origine medioevale posto su un crinale di 800 mt di altezza sull’appennino tosco-emiliano, da cui si può godere un bellissimo panorama su tutte le valli circostanti. All’ingresso del paese si trova il Castello Manservisi, dalle linee fantasiose,  realizzato a fine ottocento ristrutturando edifici del milleseicento, un esempio di quell’architettura “romantica” che fu di moda alla fine del XIX secolo. Dal 2010 le strutture del Castello Manservisi sono gestite dalla Associazione no profit che ha omonimo nome e  che, in seguito a una fase di abbandono, ne ha curato e ne cura la manutenzione e il ripristino. Divenuto centro espositivo, culturale e artistico, il Castello Manservisi organizza e propone mostre d’arte e di fotografia, concerti, spettacoli teatrali, rassegne cinematografiche, presentazione di libri, serate a tema in particolare su argomenti naturalistici e scientifici.

Con Castelluccio di Poretta il cinema ha un legame privilegiato: In Italia l’anteprima di “Ultimo tango a Parigi” spetta alla Mostra Internazionale del Cinema Libero di Porretta Terme che avvenne il 15 dicembre 1972. Giampaolo Testa,  che nel ’52 aveva fondato la kermesse –  manifestazione  che all’epoca, senza esagerare,  si contrapponeva all’istituzionalità del Festival di Venezia, addirittura superandolo    – riferì alla stampa che la reazione degli spettatori non fu particolarmente emotiva, facendo salire Porretta sul podio del cinema del futuro. Anche se, purtroppo, da quella  sera scattò la denuncia di alcuni benpensanti privati  scandalizzati “dall’immoralità” del film e la Procura di Bologna divenne teatro del primo grado di giudizio su una delle pellicole più amate e discusse della storia del cinema. Ma non basta, anni dopo, nel 1983, parte dell’itinerario artistico di Porretta è stato utilizzato da Pupi Avati quale seducente cornice al  suo famoso  film “Gita scolastica”.

Oggi Castelluccio di Porretta Terme ci regala una vera chicca. Il regista Franco Piavoli è il protagonista della rassegna cinematografica in programma al Castello Manservisi il 4, 5 e 6 agosto organizzata dall’omonima Associazione. In cartellone la sua “opera omnia”: 4 lungometraggi e i documentari, dal primo, “Uccellanda”, con cui ha esordito dietro la macchina da presa, appena ventenne, nel 1953. Romano Milani, segretario del SNGCI, intervistato,  ci racconta Piavoli con queste parole: “Conseguita la laurea in legge, Piavoli, ha esercitato anche la professione di avvocato privilegiando, però, i set alle aule dei tribunali e così, alternando  un’arringa a un ciak, firma altri 7 documentari. L’approdo al lungometraggio, dopo una pausa quasi ventennale, arriva nel 1981 con ‘Il pianeta azzurro’ che, presentato alla Mostra del cinema di Venezia, viene celebrato come ‘un gioiello in grado di riscattare la languente scuola registica italiana, indicando nuove strade e un modo diverso di fare cinema’ e vale a Piavoli, alla soglia dei 50 anni, il Nastro d’argento dei giornalisti cinematografici come miglior regista esordiente. La lavorazione si era protratta per due anni, dopo che Silvano Agosti, altro autore negletto dai circuiti commerciali e suo grande amico, gli aveva messo in mano una Arriflex e alcune migliaia di metri di pellicola stimolandolo a ‘fare un film’. Era il 1979. In totale libertà creativa e realizzativa” – conclude Romano Milani – “affiancato solo dalla moglie Neria Poli, dallo stesso Agosti e qualche amico, Piavoli portò a compimento ‘Il pianeta azzurro’ per il quale  Tullio Kezich – uno dei nostri critici più autorevoli e più vivaci –  invocò, ironicamente, una legge che obbligasse tutti gli italiani a vederlo. Dal 1981, a scadenze quasi settennali, Piavoli firmerà ‘Nostos – Il ritorno’,  ‘Voci nel tempo’ e ‘Al primo soffio di vento’.

L’ottantreenne Franco Piavoli sarà presente alla rassegna e lui stesso coinvolgerà i presenti nel pathos e nei segreti del suo lavoro. L’opera di Franco Piavoli sarà illustrata e commentata dal critico Giacomo Martini e presentata da Romano Milani, che oltre al merito di essere lo storico Segretario generale del Sindacato Giornalisti Cinematografici, ha anche quello di potersi annoverare tra i Soci fondatori della benemerita Associazione Castello Manservisi. 

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