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ROMA – E’ possibile che un condannato per omicidio torni ad insegnare a scuola?

Pare proprio di sì, almeno in Italia. E’ il caso di Giovanni Scattone, che nel 1997 sparò e uccise una studentessa di 19 anni Marta Russo. Accusa confermata nel 2003 dalla Cassazione per la quale all’epoca l’ex assistente di filosofia del diritto scontò 5 anni e tre mesi in carcere, nonostante i suoi proclami di innocenza.

Ora Scattone, grazie alla riforma della Buona Scuola potrà tornare ad insegnare psicologia all’Istituto professionale Luigi Einaudi di Roma per essersi classificato decimo in un concorso superato nel 2012. 

Inutile dire che la notizia ha suscitato parecchie polemiche, non solo dal punto di vista occupazionale, pensando ai tanti precari che attendono da anni un ruolo definitivo, ma anche e soprattutto per il ruolo delicato che andrà a ricoprire una persona che si è macchiato di un delitto così grave. All’epoca, infatti,  la Cassazione decise di non comminare pene accessorie, cancellando l’interdizione all’insegnamento per Scattone, in quanto ritenuto responsabile di delitto non volontario. 

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