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Il numero chiuso non è salutare, vogliamo un’università senza barriere

ROMA – Oggi in tutta Italia abbiamo assistito allo svolgimento dei test d’accesso ai Corsi di Laurea in Medicina e Chirurgia. Uno strumento che vedrà ancora una volta l’esclusione di decine di migliaia di studenti dal percorso di studi prescelto, andando a colpire il diritto allo studio di moltissimi giovani oltre che le prospettive del Servizio Sanitario Nazionale, condannato ad un’ulteriore ridimensionamento. 

Questa notte LINK Coordinamento Universitario, l’Unione degli Studenti e la Rete della Conoscenza hanno voluto portare direttamente al Ministero la protesta, mentre durante la mattinata presidi e contestazioni si sono svolti in tutta Italia durante lo svolgimento dei test.

“Mentre aspettiamo di conoscere quelle che saranno le intenzioni di riforma dell’Università da parte del governo Renzi” dichiara Alberto Campailla, portavoce di Link – “ci troviamo ad assistere ancora una volta ad un test assolutamente iniquo, che, nonostante le promesse del Ministro, va a confermare la tendenza ad una progressiva chiusura dei corsi universitari, con un’ulteriore riduzione dei posti a cui abbiamo assistito quest’anno”

“Così come con la Buona Scuola abbiamo visto l’attuazione di un modello formativo totalmente subalterno all’attuale modello di sviluppo” accusa Danilo Lampis, coordinatore nazionale dell’Unione degli Studenti – “così il rafforzamento delle restrizioni all’accesso dei corsi universitari ci dimostrano come il sistema di formazione universitaria oggi stia recependo passivamente quelle che sono state le politiche recessive attuate negli scorsi anni in materia di welfare”

“Se questa situazione nei prossimi anni non dovesse mutare, nei prossimi anni vedremo uno squilibrio pesantissimo tra pensionamenti nel settore medico e l’ingresso di giovani specializzandi” – attacca Riccardo Laterza, portavoce nazionale della Rete della Conoscenza – “andando a ledere direttamente un diritto fondamentale come quello alla salute. Non possiamo accettare che di tale questione si faccia una discussione meramente finanziaria, con la previsione di altri tagli da parte del governo Renzi nella Legge di Stabilità”

A Roma, Napoli, Milano, Torino, Bologna, Bari, Salerno, L’Aquila, Campobasso, Pisa, Siena, Ferrara, Padova, Udine e Trieste gli studenti hanno deciso di abbattere simbolicamente le barriere d’accesso all’università, mentre questa notte a Roma sono attesi flash mob di protesta di fronte alla sede del MIUR. 

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