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Siria. M5S: “Renzi dice no alle bombe, ma fa il mercante d’armi”

ROMA – “Sentiamo Matteo Renzi dire che le bombe in Siria non risolvono il problema, ma intanto lui se ne va in giro per il mondo a fare il mercante di armi”.

Lo dichiarano i deputati M5S della commissione Esteri, commentando l”intervento del premier in Aula a Montecitorio in vista del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre. “Solo qualche settimana fa – rimarcano i pentastellati – è stata avviata un”intesa per la vendita di 28 cacciabombardieri da parte dell’Italia al Kuwait, un Paese che partecipa silenziosamente alla guerra per procura siriana e che, secondo oramai numerosi analisti internazionali, finanzierebbe direttamente e indirettamente organizzazioni terroristiche.

Il 2014, secondo le stesse stime reperibili dai documenti riassuntivi del governo, ha registrato una netta ripresa dell’export di armi rispetto all”anno precedente: +23% per le autorizzazioni alle esportazioni definitive (2.65 miliardi)”. “Tra i grandi acquirenti ci sono l”Arabia Saudita, il Bahrein, il Qatar e il Kuwait, i cui rispettivi governi, regimi o dinastie sono tutti impegnati in sanguinosi conflitti. Senza contare che il governo,  oltre a non aver ancora risposto alla nostra interrogazione sulle armi vendute all’Ucraina, ora pare si appresti anche a un intervento diretto in Iraq. Il passo da compiere non sono più le parole, di quelle ne sono state spese abbastanza, ma una sospensione immediata dell’esportazione di armi da parte del nostro Paese e – concludono i 5 Stelle – un’interruzione pro tempore di ogni rapporto commerciale con gli Stati impegnati nel conflitto in Siria”.

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