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Primo piano sull’Autore. Il dibattito sul cinema nel web infiamma la platea

Il convegno “Il cinema nel web e nei social network fino alla rivoluzione di Netflix” ha sollevato interrogativi epocali sul ruolo di chi lavora attraverso internet. A fine convegno i premi ai nuovi registi del panorama contemporaneo

ASSISI (nostro inviato) – Il convegno Il cinema nel web e nei social network fino alla rivoluzione di Netflix – moderato da Stefano Amadio e incentrato sugli scenari futuri del cinema e sulle nuove tendenze della comunicazione cinematografica dopo l’avvento di Netflix – ha infiammato la platea di Primo Piano sull’Autore, Liliana Cavani compresa. Segno dei tempi: internet, con i suoi lati meritori è le sue difficoltà, è ormai parte della nostra vita e da essa non si può prescindere. Avrà un futuro la cinematografia nel web? Per Alberto Farina di RaiMovie non ci sono dubbi: “Netflix, e più in generale i social, esprimono il desiderio di poter vedere ciò che vuoi quando vuoi. Cercare di impedire tutto questo è come tentare di svuotare il mare con una forchetta”. Alcuni hanno sottolineato come il pubblico dei social network sia avvezzo soprattutto a una fruizione usa e getta e, lontano dal potersi definire veicolo di cultura, condensi gli umori del momento.

 Internet penalizza la qualità dunque? Da che mondo è mondo, l’allargarsi della platea semplifica e abbassa il livello, non a caso viene chiamato “consumo di massa” :  se nel web tutti possono definirsi scrittori, alla fine questa presunzione svaluta il significato del termine. Altrettanto sbagliato, però, sarebbe sostenere che la lotta all’analfabetismo sia responsabile di un’inondazione di scritti catastrofici. Ogni epoca porta  con sé la medaglia e il suo rovescio. Renzo Rossellini, figlio di Roberto, ha ricordato come suo padre vedesse di buon grado la diffusione della televisione e ha narrato un episodio che molto ha colpito i presenti: “Roberto Rossellini” – ha detto Renzo – “ quando vide ‘La strage degli innocenti nella cappella degli Scrovegni a Padova, notando la prima lacrima umana mai dipinta su un volto, definì Giotto ‘precursore del neorealismo’ “. Oggi il sogno di Renzo Rossellini sarebbe quello di diffondere via internet, gratuitamente, l’opera di suo padre. La parola ‘gratuitamente’ ha sollevato obiezioni legate a un punto dolens della rete: chi lavora in internet spesso non guadagna.

Parlando degli effetti di Netflix, Federico Pontiggia (premio “Meccoli” quale miglior giornalista cinematografico) ha paventato il rischio che una gratuità eccessiva svilisca il valore della fatica del giornalista. Ogni lavoro ha diritto a essere retribuito. Ma non basta, anche di un drammatico ridimensionamento del ruolo e della funzione della critica cinematografica. “Arrivando direttamente al pubblico – è stato in sostanza il ragionamento di Pontiggia – viene meno il ruolo del critico.” Primo Piano sull’Autore ha permesso di lanciare un sasso nello stagno di un dibattito ancora silente,  portando all’attenzione quanto ogni nostra iniziativa creativa cambi il mondo: sappiamo ormai che il battito di una farfalla scatena un uragano all’altro capo dell’oceano. Lo sappiamo, ma non sappiamo ancora cosa fare.

A fine dibattito sono stati resi noti i vincitori della rassegna collaterale “Dove va il  cinema italiano? Oltre la commedia, le nuove proposte” : Claudio Romano per il film AnanKe e Danilo Caputo per La mezza stagione. Questa attenzione è anche un modo concreto di rispondere agli interrogativi, difficili, del nostro tempo.

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