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Emergenza smog. E’ allarme siccità, fiumi e laghi a secco

Inquinamento da -60% pioggia a gennaio dopo dicembre meno piovoso di sempre

ROMA – Livelli di smog alle stelle in molte città a causa dell’andamento climatico con un mese di gennaio in cui è caduta circa il 60% di acqua in meno rispetto alla media dopo un dicembre che è stato il più secco da 215 anni quando sono iniziate le rilevazioni e un novembre con piogge praticamente dimezzate. E’ l’allarme lanciato dalla Coldiretti che sottolinea come le ridotte precipitazioni provochino la presenza di impurità nell’aria con limiti sforati in molte città ma anche una storica siccità nelle campagne con fiumi e laghi a secco che oltre all’inquinamento fanno temere per la disponibilità idrica per uomini, animali e coltivazioni.

Sul grande fiume Po sembra essere in estate con livelli idrometrici che sono inferiori di circa 2 metri rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, secondo le rilevazioni effettuate dalla Coldiretti a Pontelagoscuro a fine gennaio. La situazione – continua la Coldiretti – è grave anche nei laghi che a fine gennaio si trovano prossimi ai minimi storici del periodo con il lago Maggiore che è al 17% della sua capacità ed il lago di Como che è addirittura sceso al 12 % mentre quello di Garda al 33%.

A preoccupare – precisa la Coldiretti – è la mancanza di neve sulle montagne che rappresenta una scorta importante per garantire gli afflussi idrici determinanti per i raccolti agricoli nei prossimi mesi. Secondo la Coldiretti bisogna intervenire subito, portando acqua ai laghi e alzando il deflusso minimo vitale per evitare rischi di desertificazione del territorio con gravi ricadute sull’economia agricola e sull’equilibrio ambientale.

Ad aggravare gli effetti negativi della mancanza di pioggia è il grande caldo con il 2015 che si è classificato in Italia come l’anno più bollente della storia recente con una temperatura superiore di 1,42 gradi la media di riferimento che ha provocato lo sconvolgimento dell’ambiente dove si trovano mandorli, susini e peschi fioriti in grande anticipo, sulla base dell’ analisi della Coldiretti su dati Isac Cnr. Il risultato è nei giorni della merla di fine gennaio, che secondo tradizione i piu’ freddi dell’anno, nei prati ci sono primule, viole e margherite mentre le mimose sono già fiorite da tempo in netto anticipo rispetto alla festa della donne ma nelle campagne – continua la Coldiretti – si teme una serie compromissione dei raccolti per il possibile prossimo ed improvviso abbassamento della temperatura. A colpire i raccolti – precisa la Coldiretti – sono anche le forti infestazioni degli insetti patogeni che proliferano per effetto del caldo fuori stagione.

Siamo di fronte a cambiamenti climatici che si stanno manifestano con ripetuti sfasamenti stagionali ed eventi estremi con pesanti effetti sull’agricoltura italiana che negli ultimi dieci anni ha subito danni per 14 miliardi di euro tra alluvioni e siccità che è stata particolarmente violenta nel 2003, 2007 e 2012. Di fronte a questa situazione – conclude la Coldiretti – occorrono interventi strutturali ed è necessario sviluppare ogni iniziativa atta all’accelerazione dell’attuazione del Piano di Sviluppo Rurale, in particolare per il riavvio del Piano Irriguo Nazionale come richiesto dall’Anbi (Associazione nazionale consorzi gestione tutela territorio ed acque irrigue).

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