Casino scommesse

  1. Casino Non AAMS Bonus 10 Euro Senza Deposito: L’Illusione che Ti Ruba il Sonno: Il fascino del casinò costringe i giocatori e trascorrono il loro tempo libero a piattaforma di gioco di alto livello.
  2. Nuovi casino online con Postepay: la truffa più elegante del 2024 - Con una vasta gamma di giochi emozionanti con una grafica di alta qualità paragonabile ai principali titoli di gioco, visitare un casinò online eccezionale non è mai stato così divertente per i giocatori.
  3. Casino online low budget 15 euro: la realtà dietro il mito del giro gratis: I giochi dal vivo includono molte varianti di regole, con praticamente ogni gioco del casinò offerto.

Numeri fortunati da giocare al lotto gratis

Lista bonus casino senza deposito aggiornati aggiornata: il vero casino delle illusioni
I giocatori provengono da tutto il mondo e ognuno predilige particolari caratteristiche di ogni gioco.
Casino Bonus Basso Wagering Migliori: Il Paradosso dei Trucchi di Marketing
Non si può imparare a giocare giochi da casinò gratis in un casinò terrestre, anche se la maggior parte di loro offrono lezioni gratuite.
Legalizzare le scommesse sportive e internet casino gaming figura di essere temi caldi in udienza.

Poker sito

Dragon Tiger online: la puntata minima bassa che ti fa sentire un miserabile genio
In Inghilterra, si sente spesso il termine macchine di frutta o semplicemente frutta.
Migliori casino non AAMS crypto: la cruda verità dei veterani del gioco
Queens of Glory è una slot machine di OneTouch.
Le migliori bonus casino 2026 offerte che nessuno vuole davvero mostrare

Pomigliano d’Arco. 5 operai a processo per la libertà di espressione

Intervista a Moni Ovadia: “stiamo precipitando nella barbarie”

Cinque lavoratori dell’ex Fiat (poi Fca) di Pomigliano d’Arco sono stati licenziati (nel 2014) e ora sono sotto processo. Dopo il suicidio di due lavoratori e la morte sul lavoro di un terzo hanno deciso di manifestare la loro protesta mettendo in scena una ironica rappresentazione che raffigurava l’impiccagione di un manichino con la foto di Sergio Marchionne sul viso. Per il giudice, tale manifestazione avrebbe “travalicato i limiti del diritto di critica” recando “un grave pregiudizio all’onore e alla reputazione della società resistente”. La vicenda, che interpella inequivocabilmente l’art.21 della Costituzione è stata sostanzialmente ignorata dai principali organi di informazione a parte il quotidiano “Il Manifesto” (che l’ha seguita con attenzione e il consueto e ormai raro spirito critico) e pochissimi altri.
Oggi, martedì 20 settembre sarà emessa la sentenza. Dalle 10 una manifestazione all’ingresso della Corte d’Appello del Tribunale partenopeo. Parteciperanno operai e cittadini, giornalisti (tra cui Francesca Fornario) e uomini della cultura e dello spettacolo come Ascanio Celestini.


E Moni Ovadia da subito in prima linea a fianco dei cinque operai e del loro diritto alla libertà espressione. Articolo21 lo ha intervistato.

Perché ha deciso di sposare la causa degli operai di Pomigliano?
Perché sono un essere umano e un cittadino italiano antifascista. E perché sono ebreo. Perché 4mila anni fa abbiamo siglato un patto, quello “della circoncisione” che prevedeva di impegnarci nella giustizia sociale. E senza giustizia sociale la giustizia stessa è una caricatura.
Questi lavoratori sono stati colpiti in modo arrogante e prepotente per avere scelto una via estremamente pacifica. Hanno lanciato il loro grido di disperazione dopo che tre loro compagni si sono suicidati.

Questa vicenda chiama in ballo direttamente anche l’articolo21 della Costituzione
Certamente. La loro è stata una rappresentazione ironico-drammatica e sono esterrefatto che un uomo potente come Marchionne abbia attuato una forma di rappresaglia mostrando così solo prepotenza. E questo è inaccettabile. La difesa dell’oppresso, del vessato è un principio etico senza il quale noi precipitiamo nella barbarie. C’è in ballo quindi la libertà di espressione sancita dall’art.21 ma anche l’art.1 e il 41 quando nell’affermare che l’impresa privata è libera specifica che deve essere esercitata a fini sociali.

Come se ne esce?
L’unica strada da perseguire per evitare che situazioni come queste si ripresentino è ripartire dalla scuola e dall’insegnamento della Costituzione. Una volta c’era l’educazione civica, oggi neanche più quella. Nelle scuole dell’obbligo dovrebbe essere per l’appunto obbligatorio studiare (a memoria!) i primi 50 articoli della Costituzione (e anche la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo).

Di questa vicenda ne hanno parlato e scritto in pochi (anzi solo “il Manifesto”)
E questo è ancora più sconcertante. Di fronte al licenziamento di questi lavoratori avremmo dovuto assistere ad una vera e propria insurrezione e invece niente. Perché questa è l’Italia malconcia in cui viviamo: se rubi una mela ti ficcano in galera ma se fai carta straccia della Costituzione nessuno se ne accorge.

Condividi sui social

Articoli correlati