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Studenti: una legge di stabilità tra luci e ombre

Oggi al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca si è tenuto l’incontro tra il sottosegretario On. Faraone e le rappresentanze studentesche.

Nel prendere parte a tale incontro, abbiamo presentato un documento al sottosegretario, riportando le posizioni della nostra organizzazione sulle manovre previste nella prossima legge di stabilità.

Come abbiamo detto sin da subito, gli interventi previsti presentano luci ed ombre. Sicuramente positivo è l’incremento stabile di 50 milioni nel Fondo Integrativo Statale, accompagnato al fatto che nella discussione sui livelli essenziali delle prestazioni verrà accantonato il Decreto Profumo e si ripartirà stabilendo che è necessario incrementare i fondi destinati al diritto allo studio e non aumentando il numero di crediti formativi richiesti per accedere ai servizi. Tutto questo però non è sufficiente a superare la figura dell’idoneo non beneficiario, come inizialmente promesso. 

Una notizia in parte positiva è anche l’introduzione della no tax area: è una proposta storica della nostra associazione, diventata indispensabile in un momento come questo in cui sempre meno famiglie possono iscrivere i propri figli all’università. Tuttavia la formulazione che ci è stata presentata contiene ancora alcune lacune: riteniamo, infatti, sbagliato prevedere dei CFU minimi da conseguire per continuare a beneficiare dell’esenzione dai contributi universitari. Chiediamo che questo aspetto sia eliminato e sia previsto un tetto massimo alla possibile tassazione che gli atenei possono imporre agli studenti, sia in termini di gettito sia in termini di importo massimo. Resta poi da chiarire se la tassa d’iscrizione  sarà eliminata del tutto, come promesso oggi dal sottosegretario. Questa è sicuramente una condizione necessaria per poter parlare di una vera no tax area, ma siamo molto perplessi sulle coperture presentate. 

L’aspetto sicuramente peggiore è l’introduzione di 400 superborse coperte con un fondo di 20 milioni: l’abbiamo da subito criticata perché non è quello di cui hanno bisogno gli studenti. Il sistema universitario ha bisogno di finanziamenti strutturali per fermare l’emorragia di iscritti degli ultimi anni e non di interventi spot come questo. Chiediamo che tali fondi vengano subito reinvestiti in altro modo, così da garantire il diritto allo studio ad una platea il più ampia possibile. Positivo lo stanziamento di 5 milioni sull’orientamento, ma bisognerà poi vedere come saranno utilizzati e ripartiti. 

Certamente è una novità positiva l’incontro di oggi. Lo denunciamo da tempo: non è possibile riformare il sistema universitario senza coinvolgere gli studenti, destinatari ultimi delle manovre. Ora non ci si perda in un bicchier d’acqua e si dia reale ascolto alle nostre istanze: vogliamo che l’istruzione torni protagonista, perché solo investendo su di essa si torna a mettere in moto l’ascensore sociale e quindi si fa ripartire il Paese. Investire nell’istruzione significa investire nel futuro stesso dell’Italia. 

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