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Rome Film Fest. Mariotti: “Primo Piano va a Spoleto”

In questa intervista Franco Mariotti, direttore artistico di Primo Piano sull’Autore, rivela alcune anticipazioni dell’evento che segue la Festa di Roma

ROMA (nostro inviato) Giornalista, Vicepresidente del SNGCI ovvero quel sindacato dei giornalisti cinematografici che ogni anno assegnano i Nastri d’Argento; collaboratore della mostra di Venezia, dei David di Donatello,  autore di volumi di storia del cinema, ma anche regista –  è suo il documentario“Alcide De Gasperi – Il miracolo incompiuto” –  Franco Mariotti, detto anche Francotti, da 35 anni è il deus ex machina di Primo Piano Sull’Autore, rassegna cinematografica che studia gli artisti italiani più importanti in chiave di approfondimento. In questa intervista a Dazebao, Franco Mariotti offre alcune anticipazioni sulla storica manifestazione che segue la festa del Cinema di Roma.

D. Chi è quest’anno il protagonista di Primo Piano?

R. I protagonisti di quest’anno sono due, Claudia Cardinale e Pasquale Squitieri. Mi sembrava giusto fare il punto su un regista che è stato amato ma, tra virgolette, anche “odiato”; messo da parte e poi riscoperto. Per me Squitieri è stato un autore molto importante, tra i suoi maestri si può annoverare Francesco Rosi. Pasquale ha saputo raccontare in una maniera sua e originale l’Italia, il nostro sud in particolare, le sue intuizioni sono un contributo a migliorare il nostro paese. Superfluo aggiungere che Claudia Cardinale è stata una tra le più grandi dive italiane.

D. Primo Piano è un valore aggiunto per l’Umbria …

R. Per trentaquattro anni Primo Piano si è svolto ad Assisi ma la nuova gestione, formata da una lista civica, non ha ritenuto opportuno la continuazione di questo evento. Non ho mai incontrato il sindaco, nonostante le mie richieste verbali e per mail. Ho potuto parlare solo con l’assessore alla cultura Eugenio Guarducci e, nel nostro colloquio, alcune sue osservazioni mi sono suonate ingiuste nei confronti di Primo Piano, unica manifestazione laica che nella città di Francesco ha portato il più grande cinema italiano. Così ho pensato di spostarla altrove.

D. Con quale risultato?

R. Quando la notizia è diventata pubblica, mi sono giunte tantissime richieste: da Todi, dall’università di Urbino, da Macerata. E’ stata la conferma che il lavoro di approfondimento è la strada giusta: noi riportiamo all’attenzione del pubblico attuale un cinema classico, a prescindere dal genere, con l’intento di valorizzarne in futuro la memoria. E lo facciamo non in maniera superficiale, ma riunendo i maggiori esperti. Non solo, abbiamo anche studiato e divulgato il cinema giovane … comunque questa nostra proposta ha trovato l’accoglienza di Spoleto.

D. Paradossalmente, un salto di qualità …

R. Non c’è dubbio, Spoleto è un cuore pulsante della cultura e dello spettacolo, il Festival dei due Mondi è conosciuto a livello planetario. Non vorrei esagerare, ma a Spoleto forse il cinema mancava. Questa manifestazione che noi facciamo a chiusura della stagione, potrebbe diventare per la bellissima cittadina un fiore all’occhiello.

D. Primo Piano a Spoleto avrà dei cambiamenti?

R. No. Noi come sempre oltre all’approfondimento sull’opera di Pasquale Squitieri e Claudia Cardinale, avremo anche la sezione “Dove va il cinema italiano” che comprende le proposte dei nuovi registi. Ci sarà il convegno organizzato da 8/2, la rivista di cinema edita da Cinecittà Luce. Faremo il punto della situazione per guardare a un futuro migliore della settima arte. Per fare un esempio, alla Festa del cinema di Roma si sono visti ottimi film, socialmente impegnati, che non hanno distribuzione. Il lavoro è far si che approdino al pubblico. Una proposta che fece Gillo Pontecorvo, con il quale io ho lavorato, è quella che le multisale mettano a disposizione uno dei loro spazi per questo tipo di opere. Per fare un esempio, “Ho amici in Paradiso” è un film bellissimo che dovrebbero vedere tutti.

D. Dunque a Spoleto Primo Piano può crescere.

R. E’ quello che mi auguro. Spoleto è una città molto importante, a livello internazionale.

D. Come hai trovato la qualità dei film della Festa di Roma?

R. La qualità dei film non dipende tanto dal festival ma dal prodotto cinematografico realizzato in quell’anno. Mi piace l’interpretazione che ha dato Antonio Monda all’evento di Roma, vale a dire lo spirito di “festa”. Dal mio punto di vista riconosco di aver trovato una programmazione molto godibile. Non solo, ho molto apprezzato anche l’indotto che si è saputo creare intorno alla manifestazione. Un aspetto prolifico importante.

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