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“Elena Bonelli interpreta Brecht”, applausi con bis.

ROMA – Elena Bonelli, attrice e cantante internazionale, con il suo progetto “Roma” ambasciatrice della canzone romana nel mondo; insignita dal Presidente della Repubblica Ciampi come voce ufficiale dell’Inno di Mameli, è artista capace di rinnovare e ampliare la sua immagine, mantenendo salda l’identità di cantante raffinata e impegnata in contenuti di livello: oggi Elena Bonelli ci propone la sua interpretazione di Bertold Brecht accompagnata dal maestro Cinzia Gangarella al pianoforte, con la regia di Marco Mattolini. 

Dal debutto fortunato al Todi Festival, il recital è approdato con successo nella capitale al teatro dell’Angelo, salutato da numerosi appassionati accorsi anche domenica nonostante il blocco del traffico.

Una scenografia minimale, simbolica ed efficace parla al pubblico in modo chiaro – sullo sfondo la foto di Brecht, un mare di giornali, ora impilati ora sparsi su tavoli e sedie, un telefono e i suoi elenchi, libri, una valigia – messaggi subliminali della grandezza e dell’attualità del poeta le cui parole, che la Bonelli ci consegna con passione, suonano vive, attuali, distillato di una sofferenza che l’uomo non ha risolto. Una tra le poesie di Brecht, sapientemente scelta, recitata e non cantata da Elena Bonelli, colpisce illuminando le nubi del razzismo che minacciano il presente.

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento
perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto
perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato
perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente
perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me e non c’era rimasto nessuno a protestare.

Applauditissimo e trascinante il repertorio musicale, grazie alla potenza della voce di Elena Bonelli e alle note di Kurt Weil (purtroppo la scrittura non rende l’armonia ma più sotto troverete un video che la suggerisce). Tra i titoli: “La ballata della vivificante potenza del denaro”, “La ballata della schiavitù sessuale”, Filastrocca popolare, Alabama Song, Jacob Apfelbock, Macky Messer.  Nello spettacolo passato e presente si fondono e parlano della nostra condizione, senza tempo e su temi universali, per migliorare la quale, sembra indicare la Bonelli, è importante fortificare la cultura e l’istruzione, uniche capaci di abbattere le barriere. Il pubblico alla fine applaude e chiede il bis.

Elena Bonelli interpreta Brecht

Direzione musicale Cinzia Gangarella

Movimenti scenografici Gloria Pomardi

Disegno e luci Jurai Saleri

Regia Marco Mattolini

Elena Bonelli interpreta Brecht – Video

https://www.youtube.com/watch?v=t_N2qTHHV5g

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