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Tornano i motori: sarà grande Italia?

Vettel primo in Australia all’esordio del nuovo Mondiale di Formula 1, Dovizioso e Rossi sul podio del Qatar all’esordio del Mondiale della Moto GP, dietro al bravissimo Viñales, compagno di scuderia di Valentino alla Yamaha; senza dimenticare il non meno valido Franco Morbidelli, ventiduenne romano che ha vinto il suo primo gran premio in Moto 2.

Un fine settimana all’insegna del tricolore, dunque, con i motori nuovamente al centro del nostro panorama sportivo e la Rossa di Maranello in cima al podio, di fronte alle due Mercedes di Hamilton e Bottas, i quali ora giustamente temono che una delle più agguerrite e temibili concorrenti per il titolo sia tornata ai livelli che le competono. 

Sarà grande Italia? È presto per dirlo e guai a lasciarsi andare ad eccessi di euforia: la strada da percorrere è ancora tanta e le difficoltà da affrontare lungo il cammino saranno immense, trattandosi di campionati disseminati di ostacoli e di insidie, con avversari non meno affamati e scuderie rivali disposte ad impegnare ogni risorsa, economica, tecnologica e umana, pur di confermarsi ai vertici.

Lo sa Marchionne, lo sanno i piloti della Ferrari, lo sa Dovizioso, lo sa il Dottor Rossi, lo sa la Ducati e lo sanno tutti i protagonisti di questa splendida avventura che ha riaperto i battenti e andrà avanti fino all’autunno, quando sapremo se questo sarà stato l’anno del riscatto dell’Italia dell’alta velocità o se si sarà trattato, invece, dell’ennesima sequenza di occasioni perdute, promesse tradite e speranze via via affievolitesi col passare dei mesi.

La Cina e l’Argentina, ossia le prossime tappe dei rispettivi circus, ci daranno qualche elemento in più per capire se abbiamo assistito ad una gradevole eccezione o se davvero sussistono le possibilità di restituire al nostro Paese il ruolo che merita in un panorama dei motori mai così interessante e ricco di novità e prospettive per il futuro.

Sapremo se questo buon inizio è stato il primo passo verso la gloria o un effimero raggio di sole. 

Sapremo se le Mercedes sono davvero battibili e se i nostri assi del motociclismo possono replicare i fasti della magica stagione che ebbe in Biaggi, Rossi e Capirossi i propri alfieri. 

Sapremo, insomma, se l’ottimismo che si respira in queste ore e che si trova profuso a piene mani sulle pagine dei giornali ha un fondamento o se costituisce, al contrario, l’ennesima esaltazione collettiva tanto prematura quanto priva della necessaria sobrietà. 

Quindici giorni: un tempo ragionevole per riflettere, guardare avanti e, soprattutto, tenersi alla larga da coloro che oggi intingono la penna nel miele e fra due settimane potrebbero intingerla nel curaro se le cose dovessero andar male. Purtroppo conosciamo alcuni nostri colleghi e, più che mai, gli usi e i costumi di questa controversa Nazione.

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