Cambiamento climatico. Dall’Università dell’Aquila nuovi modelli per prevedere raccolti e prezzi

La ricerca integra dati meteorologici, analisi delle rese agricole e modelli econometrici per valutare i rischi climatici, contenere la volatilità dei mercati e rafforzare la sicurezza alimentare

Il cambiamento climatico sta modificando gli equilibri dell’agricoltura, rendendo più difficile prevedere la produttività delle colture e l’andamento dei prezzi alimentari. Periodi di siccità, ondate di calore, precipitazioni intense e variazioni stagionali sempre più marcate possono compromettere i raccolti, alterare l’offerta di materie prime e generare ripercussioni sull’intera filiera agroalimentare.

Per comprendere e anticipare questi fenomeni, l’Università dell’Aquila sta sviluppando uno studio dedicato all’impatto delle variazioni climatiche di breve e lungo periodo sulla produzione agricola. La ricerca punta a costruire strumenti previsionali utili non soltanto agli agricoltori, ma anche alle istituzioni, agli operatori economici, agli investitori e alle autorità chiamate a tutelare la stabilità dei mercati e la sicurezza alimentare.

Un’analisi agro-meteorologica su raccolti e mercati

Lo studio, condotto nell’ambito del Dipartimento di Ingegneria civile, edile-architettonica e ambientale dell’Università dell’Aquila, è articolato in due aree principali: la previsione delle rese agricole e la stima dell’andamento dei prezzi di mercato.

Come spiegato da Vincenzo Guerriero del Diceaa, i ricercatori stanno analizzando le relazioni tra produttività agricola e specifici indicatori climatici. Il modello considera parametri che possono cambiare nel tempo, così da rappresentare sia l’evoluzione del clima sia la capacità dei sistemi produttivi di adattarsi alle nuove condizioni ambientali.

Non si tratta, quindi, di indicare un unico valore futuro come se fosse una certezza. Il sistema elabora invece una distribuzione di probabilità, attraverso la quale è possibile stimare diversi scenari e valutarne la relativa possibilità di accadimento. Questo approccio risulta particolarmente importante nelle analisi di rischio applicate alla gestione agricola, alla finanza e alla programmazione delle politiche pubbliche.

Secondo quanto riferito dal ricercatore, l’analisi è stata sottoposta a validazione e ha prodotto previsioni considerate affidabili.

Il grano italiano come caso di studio

La ricerca si concentra in particolare sulla previsione delle rese del grano in Italia, una coltura strategica per il sistema agroalimentare nazionale. La produzione cerealicola è infatti strettamente collegata all’andamento delle temperature, alla disponibilità idrica, alla distribuzione delle precipitazioni e alla frequenza degli eventi meteorologici estremi.

Una stagione caratterizzata da caldo anticipato, piogge insufficienti o precipitazioni concentrate in pochi episodi può influire sulle diverse fasi di sviluppo della pianta. Gli effetti possono emergere durante la germinazione, la crescita, la fioritura e la maturazione, con conseguenze sulla quantità e sulla qualità del raccolto.

La complessità aumenta perché la relazione tra clima e produzione agricola non rimane costante. Gli agricoltori modificano progressivamente le tecniche colturali, scelgono varietà maggiormente resistenti, cambiano i calendari di semina e introducono nuovi sistemi di irrigazione. Un modello attendibile deve pertanto considerare anche queste forme di adattamento.

Dal clima alla previsione dei prezzi alimentari

Il secondo ambito dello studio riguarda l’andamento dei prezzi di mercato. Una riduzione delle rese agricole può diminuire la disponibilità di una materia prima e favorire l’aumento dei prezzi. Tuttavia, il rapporto non è automatico, perché sui mercati intervengono numerose altre variabili: costi energetici, trasporti, scorte, domanda internazionale, commercio globale, tensioni geopolitiche e dinamiche finanziarie.

Per affrontare questa complessità, i ricercatori utilizzano modelli econometrici avanzati come il SARIMAX, uno strumento statistico impiegato per analizzare serie temporali caratterizzate da stagionalità e influenzate da variabili esterne. Nel caso dell’agricoltura, il modello può integrare i dati storici sui prezzi con indicatori climatici ed economici, individuando correlazioni e possibili traiettorie future.

L’obiettivo non è eliminare l’incertezza, ma misurarla in modo più rigoroso. Disporre di scenari probabilistici permette infatti di prepararsi alle condizioni più critiche e di assumere decisioni maggiormente consapevoli.

Cambiamento climatico e volatilità dei mercati

Gli eventi climatici estremi possono trasformarsi rapidamente in shock economici. Una siccità prolungata in un’area ad alta produzione cerealicola, per esempio, può ridurre l’offerta, aumentare le importazioni e produrre effetti sui prezzi internazionali. Se il fenomeno coinvolge contemporaneamente più regioni agricole, le ripercussioni possono diventare globali.

A questa vulnerabilità si aggiunge la volatilità dei mercati finanziari. Le aspettative sulla disponibilità futura di grano e di altre materie prime possono influenzare le quotazioni ancora prima che siano disponibili i dati definitivi sul raccolto. Previsioni più tempestive e attendibili consentono quindi di limitare le reazioni speculative, migliorare la gestione delle scorte e programmare con maggiore precisione gli approvvigionamenti.

I modelli elaborati dall’Università dell’Aquila possono offrire un supporto operativo agli attori della filiera, permettendo di individuare in anticipo le situazioni di maggiore vulnerabilità e di adottare misure preventive.

Uno strumento per la sicurezza alimentare

Prevedere le rese agricole significa anche rafforzare la sicurezza alimentare. Conoscere con anticipo la probabilità di un calo produttivo permette alle istituzioni di organizzare le riserve, diversificare le fonti di approvvigionamento e sostenere le aree più esposte.

Per le aziende agricole, questi strumenti possono agevolare la scelta delle colture, la gestione dell’irrigazione, la programmazione degli investimenti e la stipula di coperture assicurative. Per il settore finanziario, invece, le previsioni probabilistiche possono migliorare la valutazione del rischio associato alle imprese e ai territori dipendenti dall’agricoltura.

Anche le autorità di regolamentazione possono utilizzare queste informazioni per monitorare le possibili tensioni sui prezzi, proteggere i consumatori e intervenire prima che una criticità produttiva si trasformi in una crisi economica o sociale.

L’agricoltura del futuro avrà bisogno di dati climatici

Lo studio dell’Università dell’Aquila mostra come l’integrazione tra climatologia, agronomia, statistica ed economia possa diventare uno degli strumenti più efficaci per affrontare le conseguenze del riscaldamento globale.

In un sistema agricolo sempre più esposto a condizioni meteorologiche irregolari, affidarsi esclusivamente ai dati storici non è più sufficiente. Occorrono modelli capaci di aggiornarsi, incorporare nuove informazioni e considerare l’adattamento dei sistemi produttivi.

La previsione probabilistica non cancella il rischio climatico, ma permette di conoscerlo, quantificarlo e gestirlo. Trasformare i dati meteorologici in decisioni operative sarà essenziale per proteggere i raccolti, stabilizzare i mercati e garantire una maggiore sicurezza alimentare ed economica.

Condividi sui social

Articoli correlati