Su 939 persone sottoposte a TC a basso dosaggio, individuati 28 tumori polmonari, 27 dei quali al primo stadio. Il progetto dell’ospedale romano si prepara a coinvolgere medici di famiglia e farmacie per raggiungere le persone a rischio.
Scoprire un tumore del polmone prima della comparsa dei sintomi può aprire possibilità di trattamento che una diagnosi tardiva rende più difficili. È questo il dato centrale del programma di diagnosi precoce dell’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma, i cui risultati sono stati presentati il 29 settembre: tra 939 persone asintomatiche sottoposte a TC del torace a basso dosaggio, sono stati individuati 28 tumori polmonari, di cui 27 al primo stadio.
Secondo i dati diffusi dall’ospedale e riportati dall’agenzia DIRE, gli accertamenti hanno inoltre rilevato cinque neoplasie extrapolmonari. Ora il progetto entra in una seconda fase, con l’obiettivo di portare l’informazione e l’accesso al percorso negli studi dei medici di famiglia e nelle farmacie.
Diagnosi precoce del tumore polmonare: i risultati del progetto
Il programma parte da un questionario online, utilizzato per una prima valutazione dell’idoneità. Seguono la visita pneumologica e, quando indicata, la TC del torace a basso dosaggio, un esame che impiega una quantità di radiazioni inferiore rispetto a una TC convenzionale.
I numeri comunicati dal San Camillo descrivono un percorso di selezione e approfondimento progressivo:
- 3.150 persone hanno compilato il questionario;
- 1.854 sono risultate inizialmente eleggibili;
- sono state effettuate circa 1.350 visite pneumologiche;
- 939 persone sono state sottoposte a TC;
- sono stati individuati 28 tumori polmonari, circa il 3% delle persone esaminate.
Questa percentuale riguarda il gruppo selezionato dal programma e non può essere estesa alla popolazione generale.
Complessivamente, il comunicato riferisce 29 interventi chirurgici, tutti eseguiti con tecnica mininvasiva e con un ampio impiego della chirurgia robotica. In due casi, l’esame istologico ha successivamente accertato la natura benigna del nodulo.
Il valore del percorso: dalla selezione alla cura
«Non abbiamo semplicemente offerto una TC del torace: abbiamo costruito un percorso», spiega Giuseppe Cardillo, direttore della UOC Chirurgia Toracica.
La distinzione è sostanziale. Un programma di diagnosi precoce richiede criteri di accesso, interpretazione specialistica delle immagini, valutazione multidisciplinare e gestione dei reperti sospetti. Il suo valore dipende dalla capacità di accompagnare la persona lungo tutte queste fasi.
Nel progetto romano, 27 dei 28 tumori polmonari individuati erano al primo stadio, una condizione che può consentire trattamenti con intento curativo. Cardillo riferisce il ricorso a interventi mininvasivi, nella maggior parte dei casi con il sistema robotico Da Vinci.
Il risultato indica una significativa capacità di intercettare la malattia in fase iniziale. Le prospettive di cura, tuttavia, vanno distinte dagli esiti già osservati: per documentare sopravvivenza e guarigione dei partecipanti sarà necessario seguirne l’evoluzione clinica nel tempo.
TC a basso dosaggio: cosa dimostrano gli studi
Le evidenze internazionali sostengono l’utilità dello screening con TC a basso dosaggio in persone selezionate ad alto rischio. I grandi studi randomizzati NLST e NELSON hanno documentato riduzioni relative della mortalità per tumore polmonare nell’ordine del 20–24%, con differenze legate alle popolazioni studiate, ai protocolli e al confronto utilizzato. Queste percentuali riguardano la mortalità specifica e non rappresentano una probabilità individuale di guarigione.
Lo screening comporta anche possibili effetti indesiderati: reperti sospetti che risultano benigni, approfondimenti invasivi, esposizione a radiazioni e sovradiagnosi, cioè l’identificazione di tumori che non avrebbero causato problemi durante la vita della persona. Per questo la selezione dei partecipanti e la gestione dei noduli sono parti essenziali del programma.
Medici di famiglia e farmacie al centro della seconda fase
La prossima sfida del San Camillo riguarda la capacità di raggiungere chi potrebbe beneficiare del percorso ma non ne conosce l’esistenza.
Il direttore generale Angelo Aliquò ha indicato come prima azione la diffusione dei QR code di accesso al questionario attraverso medici di medicina generale, Aggregazioni Funzionali Territoriali e farmacie. L’Ordine dei Farmacisti ha espresso disponibilità a contribuire con formazione, informazione e sensibilizzazione.
L’obiettivo è superare un accesso affidato esclusivamente all’iniziativa del cittadino. La presenza dei professionisti sul territorio può aiutare a far conoscere il programma e a indirizzare le persone verso la valutazione di idoneità.
Il questionario costituisce il primo passaggio: l’indicazione agli esami successivi resta parte del percorso clinico.
Diagnosi precoce e sostegno per smettere di fumare
Il progetto prevede anche l’accesso dei fumatori a un programma antitabagismo. Individuare tempestivamente una possibile neoplasia e intervenire sul consumo di tabacco sono due componenti complementari della prevenzione.
L’integrazione consente di affiancare alla ricerca della malattia un intervento sul principale fattore di rischio prevenibile, offrendo un sostegno che prosegue oltre il singolo accertamento.
Sostenibilità sanitaria e possibile estensione nel Lazio
Il confronto ha affrontato anche la sostenibilità economica dello screening. Filippo Rumi, economista della salute e cofondatore di Altems Advisory, ha richiamato una revisione di circa 93 valutazioni economiche: secondo quanto riportato nel comunicato, 79 esprimevano risultati favorevoli alla costo-efficacia della TC a basso dosaggio nelle popolazioni ad alto rischio.
La precisazione è rilevante: costo-efficacia non significa necessariamente riduzione immediata della spesa. Un programma può richiedere investimenti e risultare comunque vantaggioso in rapporto ai benefici di salute prodotti.
Maria Rita Migliorino, del Consiglio direttivo di WALCE APS, ha inoltre illustrato il percorso diagnostico-terapeutico assistenziale regionale per il tumore del polmone, che la nota indica come aggiornato nel dicembre 2025.
Il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Antonello Aurigemma, ha manifestato disponibilità ad approfondire una possibile estensione dell’esperienza ad altre strutture. Il confronto istituzionale dovrebbe proseguire dopo la metà di ottobre.
La prospettiva è costruire una rete capace di collegare individuazione delle persone a rischio, diagnosi tempestiva e accesso alle cure. I risultati presentati dal San Camillo offrono una base concreta per questo lavoro; il monitoraggio nel tempo permetterà di valutarne gli esiti clinici e la replicabilità.
Il convegno è stato organizzato da DreamCom con il patrocinio del Consiglio regionale del Lazio, del San Camillo Forlanini, della FIMMG Sezione provinciale di Roma e di WALCE, e con il contributo non condizionante di AstraZeneca.


