Sala bingo vicino savona

  1. Casino online mediazione adr: il casso di mediazione che nessuno ti racconta: Tuttavia, la nazione manca ancora una serie sistematica di regole per supervisionare ogni aspetto del gioco d'azzardo online.
  2. Casino app android migliori: il disincanto digitale dei giocatori stanchi - Per iniziare il gioco, i giocatori piazzeranno le loro scommesse e il dealer distribuirà a tutti i giocatori due carte scoperte e il dealer distribuirà una delle carte rivolte verso l'alto e una delle carte rivolte verso il basso.
  3. Slot con moltiplicatore soldi veri: la truffa dei moltiplicatori che nessuno ti racconta: Scommetti e scommetti, e di solito lo fai, ma questa volta, sapendo che ogni deposito che fai raccoglierà punti fedeltà.

Salisburgo casino

Il casino Apple Pay con deposito minimo: la cruda realtà dei conti
In definitiva, l'esperienza di Joel nel gioco può ammontare al protagonista principale in piedi nudo nella sua stanza, cercando debolmente di camminare verso un libro, e un nativo lancia una lancia contro il nostro eroe.
Casino online neteller aams: la cruda verità dietro i numeri
Non solo che i nuovi casinò online sono molto eccitanti, ma di solito tendono ad essere molto più generosi di quelli grandi.
Desert Nights Casino fa parte del gruppo Digimedia di 10 casinò online.

Gioco poker classico

Punti comp casino: la truffa mascherata da ricompensa
Puoi vincere fino a 100,000 monete in un singolo giro.
Roulette Online: la scelta che ti fa perdere tempo, non soldi
Il gioco d'azzardo online è diventato incredibilmente popolare nel corso degli anni e ha senso che i jackpot online stiano diventando più grandi che mai.
Casino bonus wagering tutti i giochi: il trucco di marketing che ti fa credere di aver trovato l’oro

Gioco d’azzardo. Abroghiamo lo Stato biscazziere, uno scandalo giornaliero

 

Ogni giorno, nel bar dove mi reco per prendere il caffè, attendo almeno tre o quattro minuti alla cassa per pagare la consumazione. Il proprietario è infatti sempre impegnato a registrare una giocata o a vendere i “Gratta e vinci” e controllare i risultati. Ogni giorno vedo impiegati e operai passare alla cassa con un biglietto da 50 e giocare, come minimo, venti o trenta euro di schedine. Molto spesso, al posto del resto, si fanno dare quattro o cinque “Gratta e vinci”. Ho notato che la maggior parte di loro hanno una vera e propria sindrome da tossicodipendenza:  tengono nelle mani le schede, si appoggiano al primo tavolo che trovano e cominciano a grattare con sguardo opacizzato. Ho fatto due conti: molti di quegli individui non spenderanno meno di cinquecento euro al mese per le loro giocate ed hanno stipendi che non superano i 1.200-1.400 euro. Una follia legalizzata.

Sono 30 milioni gli italiani coinvolti giornalmente in uno degli sterminati giochi d’azzardo esistenti. Circa un milione di essi sono giocatori compulsivi, nel senso che hanno contratto una vera e propria dipendenza patologica dal gioco e dovrebbero farsi curare. Le statistiche ci dicono che sono in aumento i pensionati che giocano, mentre oramai non si contano più i siti di poker che ti offrono la carta di credito per poter fare una partitella in tutti i continenti del mondo.

Dietro questo assurdo sistema c’è l’Erario, cioè lo Stato, con le sue tasse e le sue concessioni ai privati per poter gestire scommesse e lotterie. Secondo i dati che lo stesso Ministro dell’economia ha fornito in questi giorni, tra gennaio e novembre del 2011, lo Stato ha incassato 1,5 miliardi in più da giochi e lotterie (+34%). Nel 2012  il gettito complessivo derivante da giochi e lotterie sarà di 12,5 miliardi, che diventeranno più di 14 nel 2013.

Oggi il quotidiano cattolico “Avvenire” pubblica un dossier sul gioco d’azzardo di Stato ed utilizza parole molto dure. L’occasione per denunciare l’intollerabile stato delle cose è stato l’intervento del capo dei Vescovi italiani, cardinale Bagnasco, che in un convegno a Genova sul gioco d’azzardo e l’usura ha denunciato una situazione che sta diventando sempre più drammatica. Bagnasco ha sottolineato che bisogna combattere contro una cultura che privilegia il «mito della vita facile e gaudente, come se la disciplina, la fatica e l”impegno quotidiano fossero cose superate d’altri tempi, magari oggetto di irrisione».

Noi aggiungiamo: lo Stato è complice, essendo il socio di maggioranza di società private impegnate in uno dei più redditizi commerci, ai quali, come sempre, non è estranea la criminalità organizzata. Una volta, il gioco d’azzardo era addirittura sanzionato dal codice penale; ora, è lo Stato a promuoverlo. Lo Stato biscazziere.

Condividi sui social

Articoli correlati