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Cannes 68. Intervista a Nanni Moretti

Un dolore con sfumature personali, mia Madre secondo film italiano in concorso

CANNES – Nanni Moretti a Cannes per il suo ultimo film Mia Madre,  ha ricevuto un lungo applauso alla prima proiezione per la Stampa Internazionale.

Nel film ha deciso di fare piangere e ridere allo stesso tempo?

I miei film hanno entrambi questi aspetti,  ci sono momenti dolorosi e momenti divertenti, non c’è una strategia studiata a tavolino, è il mio modo di raccontare la vita.

Le ultime parole della madre nel film sono a domani fanno pensare al futuro?

 E’ un film su ciò che resta qui tra noi vivi delle persone che se ne vanno, i libri, il latino che la nonna insegna alla nipote, i racconti degli allievi che permettono  ai figli Margherita e Giovanni di scoprire qualcosa della madre che non conoscevano. Volevo che uscissero dal film  sopratutto le emozioni

Il film è autobiografico?

C’è molto di me nel personaggio di Margherita, ma non ho mai pensato che  protagonista di questo film potesse essere un personaggio maschile. Ho sempre pensato a una donna e a una donna volevo dare quella spigolosità, nervosismo, senso di inadeguatezza e fin dall’inizio a Margherita Buy. Giovanni è la persona che vorrei essere.

Nel film c’è a tratti confusione tra realtà e immaginazione?

Durante la sceneggiatura e le riprese abbiamo lavorato molto a  intreccio a vari livelli della narrazione, ci sono i sogni, i ricordi, le fantasie, lo stato emotivo di Margherita, la preoccupazione per la madre, il dolore, i problemi con la figlia,i ricordi,i suoi sogni. Se lo spettatore non si rende sempre conto subito  se è un sogno o un pensiero, è il risultato che volevo raggiungere perchè il film è costruito su vari livelli.

Come ha affrontato il film?

Ho affrontato il film dal punto di vista delle emozioni. Il film che ho fatto è completamente diverso dal film al quale Margherita nel suo personaggio di regista sta lavorando, il suo è un film politico, la sua conferenza stampa è diversa dalla mia di oggi. Lei si sente inadeguata alle aspettative che tutti hanno su di lei. Volevo che il film che dirigeva fosse molto strutturato, non volevo che ci fosse un eco della sua vita privata e delle sue incertezze.

Qual’è il compito del Cinema?

Come nel personaggio di Margherita esplorare delle cose, quello che penso veramente posso raccontarlo dopo al bar..  E’importante fare buoni film possibilmente innovativi, non penso ci siano argomenti privilegiati, argomenti di serie A o di serie B, qualsiasi tema può portare a un brutto film o a un buon film.

Quale sarà il futuro del Cinema Italiano?

Sono contento che a Cannes ci siano tre film, ma sono il frutto di iniziative dei singoli registi e produttori, non come fenomeno industriale o artistico, l’Italia è sempre molto distratta sul Cinema.

Come si sente ad essere qui davanti a una platea internazionale?

Penso non ci siano interferenze che ci possono essere in Italia, si vede il film e basta, senza pensare al mio personaggio pubblico o alle mie posizioni politiche.

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