Il mondo è malato
perché pieno di dottori
tutti colti in tutto,
dettano regole
fanno multe
fannulloni che
scannano pecore.
Ci sono più pastori che pecore
ognuno con un bastone diverso
ognuno con un fischio, una voce,
nessuno che ascolti il verso.
Tutti giurano di sapere la via
si contendono l’erba più fina,
i pastori si spartiscono
i recinti che chiamano nazioni,
mentre il gregge non c’è più.
Un tempo bastava un cane,
un prato,
il silenzio della sera.
Ora ogni passo è commentato,
ogni lana vuole una bandiera.
Eppure la terra non chiede padroni,
chiede solo piedi che la calpestino.
Meno comandi, meno sermoni,
più lana calda, più destino.
Ci sono più pastori che pecore
e per questo il campo resta vuoto.
Il mondo piange un Dio dimentico
del suo gregge.


