Le fantasie di Lucifero

Non volevo il trono, 
volevo solo una finestra. 
Dalle volte d’oro spiavo 
non l’abisso, ma un campo, 
un cane che dormiva al sole, 
una donna che rideva 
con farina sulle mani. 

Sognavo d’essere mortale. 
Di avere freddo. 
Di sbagliare strada 
e chiedere indicazioni. 

Sognavo le ginocchia sbucciate, 
il pane raffermo intinto nel vino, 
il peso di un nome piccolo 
che nessuno teme. 

Sognavo di non dover 
più convincere,di non dover 
più sussurrare. 

Non immaginavo fiamme né regni 
ma una sedia vuota accanto al fuoco 
una tazza lasciata a metà… 
questa la mia fantasia più bella e ardita: 
Essere un comune mortale. 

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