Tra documentario, western e film musicale un viaggio nella Basilicata arcaica e nel contemporaneo. Sulle orme del poeta di culto Rocco Scotellaro un film che lega miti, segreti e lotte di oggi. Proiezione ufficiale – 11 SETTEMBRE 21:00 – Sala Laguna Segue Q&A replica – 12 SETTEMBRE 13:00 – Sala Laguna
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Un western contadino cantato, nel paesaggio rurale dove ebbe luogo la vita e la lotta di Rocco Scotellaro, militante sulla terra e sulla pagina.
SINOSSI
La Lucania è una terra del Meridione d’Italia in cui da millenni contadini operosi solcano le colline del grano con il loro inesorabile passo. Braccianti antichi e coltivatori contemporanei vivono nella compresenza dei tempi, rinnovando nel ciclo delle stagioni la cura per la terra, i cereali e gli animali. Le loro fatiche sono sublimate da Guastamacchia, contadino cantore che attraversa il paesaggio cercando lavoro a servizio dei padroni. La sua voce evoca le storie di sopravvivenza di una comunità rurale segnata da decenni di lotte bracciantili e letteratura militante.
Il veicolo prediletto della parola è il canto, la lingua universale dei contadini, che hanno tramandato la propria storia solo oralmente. Nel flusso musicale scorrono i versi di Rocco Scotellaro, poeta della libertà contadina. Tra i resti della civiltà rurale del Novecento, questa comunità tenta di consegnare pratiche ancestrali a un futuro ancora indefinito.
ROCCO SCOTELLARO
Rocco Scotellaro è stato un poeta, sindaco e militante politico, nato a Tricarico (Matera) nel 1923. Dopo gli studi si avvicina al socialismo e nel 1943 si iscrive al PSI. Attivo nel sindacato e nel Comitato di Liberazione Nazionale di Tricarico, viene eletto sindaco del suo paese a ventidue anni, dando vita a un’amministrazione partecipata radicata nella comunità contadina. Nel 1950 viene arrestato con una falsa accusa di concussione e prosciolto poco dopo, ma l’esperienza lo segna profondamente: si dimette e lascia Tricarico per l’Osservatorio di economia agraria di Portici, dove lavora al piano di sviluppo della Basilicata.
Muore improvvisamente a Portici il 15 dicembre 1953, a soli trent’anni. Le sue opere principali sono quasi tutte postume. Nel 1953 Vito Laterza aveva proposto a Scotellaro un libro sui contadini meridionali, in quanto la cultura italiana ignorava la loro storia autonoma, cui egli si dedicò negli ultimi mesi senza tuttavia portarlo a termine. Il lavoro fu pubblicato nel 1954 con il titolo Contadini del Sud. Tra le principali opere si ricorda il corpus di poesie e il romanzo L’uva puttanella.
Poeta rivoluzionario morto negli anni di furore delle lotte e rimasto nel mito, dimenticato, ma che saprebbe molto ispirare oggi. Tra i suoi maestri e riferimenti intellettuali vanno ricordati Manlio Rossi-Doria, Carlo Levi, Adriano Olivetti, Franco Fortini, Italo Calvino. Nel 1960 Luchino Visconti rende omaggio a Scotellaro nel suo celebre film Rocco e i suoi Fratelli.
ALESSANDRA LANCELLOTTI
Alessandra Lancellotti (Potenza, 1990) è cineasta, architetto e archivista. Si laurea in architettura tra la Technische Universität di Vienna e il Politecnico di Torino, dove consegue un dottorato di ricerca e dove cura la cineteca del Dipartimento di Architettura e Design. Collabora con l’Università Ca’ Foscari di Venezia.
Dal 2014 lavora con Caucaso, con cui firma il film Lucus a Lucendo. A proposito di Carlo Levi con Enrico Masi, presentato al Torino Film Festival nel 2019 e distribuito da Luce Cinecittà. La sua seconda opera, Il Re
Fanciullo, prodotta da Caucaso, è stato presentato a DocLisboa, Bellaria Film Festival e premiato come miglior documentario al Lucania Film Festival. Il suo lavoro successivo è The City is Lost. La Venezia di John Ruskin (2024), prodotto da Caucaso insieme a FoRS – Focus on Ruskin Studies di Università Ca’ Foscari Venezia. La sua ultima opera è Uno si distrae al bivio (2026), film contadino dedicato alla memoria del poeta e militante Rocco Scotellaro.



