Il 4 ottobre 2026 Gaetano Guerra terrà a Palazzo Corsini, a Roma, una conferenza sulle proprietà e sulle applicazioni dei materiali capaci di catturare singole molecole. Al centro dell’incontro anche la rimozione della CO₂ e dei cosiddetti “inquinanti eterni”.
Domenica 4 ottobre 2026, alle ore 11, l’Accademia Nazionale dei Lincei ospiterà la Lettura Corsiniana dal titolo “Spugne molecolari: scienza e applicazioni di materiali nanoporosi”. La conferenza sarà tenuta da Gaetano Guerra nella sede di Palazzo Corsini, in via della Lungara 10, a Roma.
L’appuntamento, aperto al pubblico, offrirà l’occasione per conoscere una classe di materiali innovativi che potrebbe contribuire ad affrontare alcune delle principali sfide ambientali e industriali contemporanee.
Che cosa sono le spugne molecolari
I materiali porosi trovano già numerose applicazioni nella vita quotidiana, per esempio nell’isolamento termico e acustico. I materiali nanoporosi possiedono però caratteristiche molto più sofisticate: sono attraversati da cavità di dimensioni nanometriche, talmente piccole da poter ospitare, trattenere o separare anche singole molecole.
Per questa capacità vengono spesso descritti come vere e proprie “spugne molecolari”. La loro struttura permette di selezionare determinate sostanze in base alle dimensioni, alla forma o alle proprietà chimiche, aprendo prospettive nella depurazione dell’aria e dell’acqua, nella separazione dei gas, nello stoccaggio di sostanze e nella bonifica ambientale.

È considerato uno dei principali studiosi italiani nel campo della scienza dei polimeri e dei materiali nanoporosi.
Nato ad Altavilla Silentina, in provincia di Salerno, nel 1953, si è laureato con lode in Chimica all’Università di Napoli nel 1976, sotto la guida di Paolo Corradini. Dopo aver lavorato come ricercatore all’Istituto Guido Donegani della Montedison, ha proseguito la carriera accademica all’Università di Napoli e successivamente all’Università di Salerno, dove è stato professore ordinario di Chimica delle macromolecole e direttore del Dipartimento di Chimica.
Le sue ricerche si concentrano soprattutto sul rapporto tra struttura e proprietà dei materiali polimerici. Un contributo particolarmente significativo riguarda lo studio delle forme co-cristalline e cristalline-nanoporose dei polimeri, materiali dotati di cavità microscopiche capaci di accogliere e trattenere selettivamente singole molecole. Queste “spugne molecolari” possono essere impiegate nella cattura di gas e sostanze inquinanti, nella depurazione dell’acqua e nella realizzazione di membrane, fibre, film e aerogel.
La sua attività scientifica è documentata da oltre 370 pubblicazioni, numerosi brevetti industriali e diversi riconoscimenti. Tra questi figurano il Premio nazionale Federchimica nel 1992, il Premio Linceo nel 2003, la Medaglia Piero Pino della Società Chimica Italiana nel 2016 e il Premio nazionale per l’innovazione assegnato al suo gruppo di ricerca nel 2010. È stato inoltre presidente della Società Chimica Italiana e dell’Associazione italiana di scienza e tecnologia delle macromolecole.
Polimeri nanoporosi, una ricerca sviluppata in Italia
Una parte centrale della conferenza sarà dedicata ai polimeri con fasi cristalline nanoporose, un settore di ricerca nato e sviluppato in misura significativa nei laboratori italiani.
Questi materiali uniscono le capacità di cattura proprie delle strutture nanoporose alla versatilità dei polimeri. Possono infatti essere trasformati con relativa facilità in forme adatte alle applicazioni industriali, come fibre, membrane, film e aerogel.
La possibilità di controllarne struttura, porosità e composizione potrebbe consentire la progettazione di dispositivi capaci di riconoscere e trattenere sostanze specifiche, anche quando presenti in concentrazioni molto basse.
Dalla cattura della CO₂ alla rimozione dei PFAS
Tra le applicazioni più promettenti dei materiali nanoporosi vi è la cattura dell’anidride carbonica, uno dei principali gas responsabili del riscaldamento globale. Queste strutture potrebbero essere impiegate per concentrare e separare la CO₂ dalle emissioni industriali o direttamente dall’atmosfera, facilitandone il recupero, lo stoccaggio o il riutilizzo.
Un altro ambito di grande interesse riguarda i cosiddetti “prodotti chimici per sempre”, espressione utilizzata per indicare sostanze estremamente persistenti nell’ambiente, tra cui molti composti appartenenti alla famiglia dei PFAS. La capacità di catturare selettivamente queste molecole potrebbe favorire lo sviluppo di nuovi sistemi per la depurazione delle acque e la riduzione della contaminazione ambientale.
I materiali nanoporosi e la ricerca premiata dal Nobel
Lo studio dei materiali nanoporosi è entrato anche al centro dell’attenzione scientifica internazionale. Il comunicato dell’Accademia richiama il Premio Nobel per la Chimica 2025 e il lavoro di Omar Yaghi, socio straniero dell’Accademia dei Lincei, tra i principali protagonisti dello sviluppo di strutture porose progettate a livello molecolare.
La conferenza di Gaetano Guerra mostrerà come questa frontiera della scienza dei materiali possa tradursi in applicazioni concrete, combinando ricerca fondamentale, innovazione tecnologica e sostenibilità.
Informazioni sulla conferenza
La Lettura Corsiniana “Spugne molecolari: scienza e applicazioni di materiali nanoporosi” si terrà domenica 4 ottobre 2026, dalle ore 11, presso l’Accademia Nazionale dei Lincei, Palazzo Corsini, via della Lungara 10, Roma. L’incontro è aperto a tutti.



